Crepet: Minori di 15 anni e social, lettura in calo per colpa di IA e adulti
Implicazioni Cognitive e il Declino dell’Intelligenza
Secondo Crepet, .il quoziente intellettivo media è in declino da almeno trent’anni. Questo porta a un’affermazione provocatoria: “Alla Silicon Valley dovremmo dire che stanno fabbricando un mondo di deficienti”. Sottolineando il fatto che il progresso tecnologico non ha portato allo stesso tempo a un aumento dell’intelligenza collettiva, invita a un’analisi critica delle nostre interazioni quotidiane con la tecnologia.
Il rimanere “connessi” spesso porta a una superficialità dei contenuti e a una crescente incapacità di affrontare argomenti complessi. Questo diventa particolarmente preoccupante se si considera che adolescenti sempre più giovani stiano accedendo a piattaforme che, oltre a essere potenzialmente dannose, non offrono alternative valide per lo sviluppo cognitivo quotiidiano. Un ragazzo di 16 anni potrebbe trovarsi a chiedere: “Chi era Garibaldi?” o “Con chi mi devo fidanzare?”, evidenziando la mancanza di memorie storiche e relazionali che una volta si tramandavano naturalmente.
Ma è giusto intervenire e limitare l’accesso ai social? Crepet ha espresso una posizioni chiara: “Sì, a scuola si, perché faccio esercizio di pensiero; cosa si legge?”. La sua opinione porta alla luce l’importanza di un’educazione che non solo informi, ma che stimoli il pensiero critico e la comprensione profonda dei contenuti. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui i ragazzi imparano a destreggiarsi tra le informazioni, a discernere e a sviluppare un pensiero critico.
