Dario Cangemi racconta la genesi di “Dietro la curva”

Dario Cangemi racconta la genesi di “Dietro la curva”

Il documentario come strumento necessario

La scelta del documentario, per il regista, non è casuale ma quasi necessaria. L’Italia, a suo giudizio, investe ancora troppo poco nel genere, soprattutto nella distribuzione in sala. Molti lavori finiscono per avere una circolazione limitata, restando confinati a festival o piattaforme digitali con scarsa visibilità.

È proprio per reagire a questo scenario che è nata Kinéa Distribuzioni. L’obiettivo della società è offrire una vetrina alternativa ai documentari, anche attraverso la diffusione gratuita online. La piattaforma YouTube del progetto ospita già decine di titoli, garantendo agli autori un riconoscimento economico e, soprattutto, la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio.

Cangemi incoraggia i giovani registi a raccontare le proprie storie senza aspettare condizioni perfette: secondo lui la priorità è creare, cercando poi strade nuove per la distribuzione.

Focus su Dietro la curva

L’idea alla base di “Dietro la curva” è nata in modo quasi casuale. Il regista ha conosciuto il protagonista del documentario, Giuseppe, al di fuori fuori del contesto professionale, in un incontro fortuito che ha rivelato subito una storia personale intensa e segnata da vicende familiari difficili. Da quel momento ha preso così forma un racconto delicato, costruito con grande attenzione per evitare ogni forma di spettacolarizzazione del dolore.

Il progetto ha avuto anche una dimensione solidale: parte dei proventi sarà destinata all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, a testimonianza di un cinema che non vuole solo raccontare, ma anche restituire qualcosa alla comunità.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *