Dispersione scolastica in calo, ma il Sud Europa continua a soffrire.

Dispersione scolastica in calo, ma il Sud Europa continua a soffrire.

Un dato significativo da evidenziare è il divario tra le diverse regioni italiane. Il Mezzogiorno continua a lottare con i tassi di dispersione scolastica più elevati. Ad esempio, in Campania si registra un 13,3%, in Sardegna il 14,5%, mentre in Sicilia il dato raggiunge il 15,2%. Tuttavia, ci sono segnali positivi da Campania, Puglia e Sicilia, dove alcuni miglioramenti sono stati osservati. Il programma Agenda Sud, che prevede l’aumento delle scuole da 245 a 600, è un’iniziativa che mira a sostenere l’istruzione in queste aree. Ai nuovi istituti saranno assegnati contributi speciali, con un investimento di 150.000 euro per supportare la qualità educativa.

Focus sui Giovani e i Neet

In aggiunta alla dispersione scolastica, anche il fenomeno dei Neet, ovvero quei giovani che non sono né impiegati né inseriti in percorsi di studi, mostra segnali di miglioramento. Nel 2024, il tasso di Neet nella fascia d’età 15-29 anni è sceso al 15,2%, rispetto al 23,7% del 2020. Nonostante i progressi, il Mezzogiorno presenta percentuali più elevate, con la Calabria al 26,2%, la Sicilia al 25,7%, la Campania al 24,9% e la Puglia al 21,4%. Anche in questo caso, le donne risultano svantaggiate, con un tasso di Neet del 16,6% rispetto al 13,8% degli uomini.


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