Docenti e ATA i meno pagati d’Europa: Landini rifiuta aumento contrattuale del 6%
Maurizio Landini e la Mancata Firma della Cgil sui Contratti Pubblici
La mancanza della Cgil nella firma dei contratti pubblici è stata giustificata dal segretario generale Maurizio Landini, che ha evidenziato l’insufficienza degli aumenti salariali proposti. Questi aumenti coprono solo un terzo del costo della vita degli ultimi tre anni. In un intervento a Piazzapulita il 22 gennaio, Landini ha affermato: “Per aumentare i salari, devono avvenire rinnovi contrattuali che superino l’inflazione. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rinnovato i contratti pubblici con aumenti del 6%, un valore ben al di sotto del 18% di inflazione. Questa scelta comporta una riduzione del potere d’acquisto, motivo per cui la Cgil non ha firmato”.
Aumenti Stipendiali Insufficienti
Landini ha sottolineato che le proposte di aumento salariale risultano del tutto inadeguate. Medici, infermieri e insegnanti stanno abbandonando il servizio pubblico per cercare opportunità migliori, dato che gli stipendi italiani sono tra i più bassi in Europa. Secondo il Rapporto Eurydice Teacher and School Head Salaries: 2022-2023, gli insegnanti italiani guadagnano in media 32.306 euro lordi, con un gap di circa il 30% rispetto alla media europea. A confronto, un docente austriaco con la stessa anzianità guadagna oltre 20.000 euro in più, mentre uno olandese quasi 30.000 euro.
In termini di stipendio medio dei dipendenti pubblici, il divario è di almeno 4.000 euro l’anno; in particolare, il gap arriva a oltre 10.000 euro nei confronti del personale militare. Anche confrontando le retribuzioni mensili con quelle dei paesi OCSE, emerge una chiara disparità, con i dipendenti del settore scolastico italiani collocati tra gli ultimi posti per salario iniziale e progressivo.
