Duello Auditel 2026: Rai domina la Qualità, Mediaset conquista il Target Commerciale

Duello Auditel 2026: Rai domina la Qualità, Mediaset conquista il Target Commerciale

Duello Auditel 2026: Rai domina la Qualità, Mediaset conquista il Target Commerciale

Il primo mese dell’anno conferma un trend bipolare: se Viale Mazzini blinda il primato assoluto grazie ai grandi eventi, il gruppo di Cologno Monzese risponde con una supremazia schiacciante nelle fasce più giovani e attive, rendendo la vittoria una questione di prospettive.

In questo avvio di 2026, la domanda “chi vince?” non ha una risposta univoca. Analizzando i dati Auditel consolidati delle prime settimane di gennaio e febbraio, emerge una Rai che tiene saldamente lo scettro del volume totale di spettatori. Il merito va soprattutto alla capacità di trasformare la programmazione in “evento nazionale”: il Festival di Sanremo 2026 ha agito ancora una volta da asso pigliatutto, trainando l’intera offerta del servizio pubblico e garantendo a Rai 1 medie di share che superano spesso il 22% nelle 24 ore. Tuttavia, sotto la superficie dei grandi numeri, Mediaset sta attuando una “erosione controllata” dei segmenti più pregiati per il mercato pubblicitario.


Rai: La Corazzata della Fiction e dell’Informazione

La strategia Rai per il 2026 si è focalizzata sul consolidamento dei suoi punti di forza storici. La fiction rimane la gallina dalle uova d’oro: le nuove stagioni dei “medical drama” e dei polizieschi ambientati nelle province italiane continuano a garantire vittorie sistematiche in prima serata, con picchi di oltre 5 milioni di telespettatori.

Prime Time: Rai 1 vince circa il 65% delle serate medie settimanali.

Informazione: Il TG1 e i programmi di approfondimento di Rai 3 mantengono un distacco netto rispetto alla concorrenza, fungendo da bussola nei momenti di attualità politica e internazionale.

Il punto debole: L’età media del pubblico Rai continua a salire, rendendo difficile il ricambio generazionale nonostante i tentativi di svecchiamento su Rai 2.

Mediaset: La Vittoria nei Target “Core”

Dall’altra parte della barricata, Pier Silvio Berlusconi ha ulteriormente affinato la linea editoriale “anti-trash” ma fortemente orientata all’intrattenimento leggero. Canale 5 ha trovato il suo equilibrio puntando sui grandi format internazionali e su una programmazione “verticale” che non lascia respiro. Sebbene Mediaset perda spesso la sfida del numero assoluto di teste, vince quasi sistematicamente sul Target Commerciale (15-64 anni).

I reality show di punta e i programmi di Maria De Filippi si confermano macchine da guerra imbattibili nel pomeriggio e nel weekend, dove il distacco nei confronti di Rai 1 si fa abissale quando si isola la fascia dei 20-40enni. Inoltre, la strategia cross-mediale con Mediaset Infinity ha permesso al gruppo di recuperare milioni di “ascolti non lineari”, ovvero quegli spettatori che non accendono la TV ma consumano i contenuti su tablet e smartphone.


Il Terzo Incomodo: L’effetto delle Piattaforme

A complicare il quadro c’è la crescita costante del “Totale Altre Reti” e dei contenuti non lineari. Nel 2026, circa il 35% del tempo di visione totale degli italiani è ormai appannaggio di piattaforme come Netflix e Prime Video o dei canali digitali nativi. Questo significa che sia Rai che Mediaset stanno lottando per una torta che si rimpicciolisce ogni anno.

In conclusione, se il premio della critica e del volume va alla Rai, il premio della redditività e del futuro sembra pendere verso Mediaset. La vera partita si giocherà nella primavera del 2026, quando la Rai dovrà dimostrare di saper trattenere il pubblico di Sanremo e Mediaset lancerà le sue nuove scommesse produttive originali.

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