Ermal Meta a Sanremo: il silenzio, tema centrale per un messaggio concreto – Video
Sul fronte artistico, Meta respinge l’etichetta di “cantautore dei temi sociali”, specificando che la sua discografia spazia su molti temi. “Un cantautore ha il compito di raccontare se stesso e il mondo che lo circonda”, afferma. Il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle canzoni è affrontato con una riflessione puntuale: “C’è un abbassamento del linguaggio. L’intelligenza artificiale fa un calcolo algoritmico, non introduce l’errore, ma è proprio l’errore che rappresenta lo scarto emotivo. Il problema si pone quando la canzone viene scritta per piacere all’algoritmo”. Queste parole mettono in luce le criticità di un panorama musicale sempre più influenzato dalla tecnologia, a rischio di perdere autenticità e sentimento.
Interrogato sull’impatto della paternità nella sua vita, Meta risponde con sincerità: “Mi sono ritrovato nella periferia della mia vita. Prima ero al centro. È la cosa migliore che mi sia successa”. La sua esperienza quotidiana con la figlia ha ispirato la nascita del brano, nato da un’improvvisata filastrocca cantata insieme a lei, sovrapposta al ricordo di un video di una bambina palestinese che lo aveva colpito profondamente. In soli venti minuti, ha definito parole, melodia e accordi, dando vita a una canzone che coniuga esperienza personale e impegno civile.
Fonti ufficiali e approfondimenti:
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