ESCLUSIVO | Intervista a Dario Cangemi, fondatore di Kinèa Distribuzioni
Debutterà nelle sale cinematografiche il 21, 22, 23 e 24 aprile Agnus Dei, con la distribuzione di Kinèa Distribuzioni, realtà indipendente dedicata alla valorizzazione del cinema del reale e del documentario d’autore. Presentato in anteprima mondiale alla 82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, all’interno della sezione Biennale College Cinema, il documentario osserva una tradizione plurisecolare: ogni anno una monaca del Monastero di Santa Cecilia a Roma nutre e cresce due agnelli appena nati con un’attenzione materna. Sarà proprio la loro lana a dare vita alla sciarpa per il Pontefice, il pallium. Nel 2025, però, una notizia sconvolge il mondo: proprio mentre il rito si stava compiendo il Papa si ammala.
Massimiliano Camaiti, con un linguaggio cinematografico essenziale, ha creato un’opera contemplativa, in cui anche il silenzio prende forma e lo spettatore è invogliato a fermarsi, rallentare e interrogarsi sul vero significato del sacrificio.
Già venduto in Svizzera, Brasile e Giappone, Agnus Dei ha vinto, tra le altre cose, il Doc/it professional award 2025, è stato eletto il migliore documentario dell’anno dall’Associazione Documentaristi Italiani ed è in shortlist e quindi in corsa per la cinquina ai Premi David di Donatello.
A debuttare nelle sale sarà anche Kinèa Distribuzioni, che inaugura così il percorso theatrical di una realtà attiva nella valorizzazione del documentario indipendente. Nato come spazio curatoriale dedicato al documentario italiano, il progetto estende oggi la propria attività, approdando nelle sale cinematografiche. Dopo aver indicato Agnus Dei come opera-manifesto, Kinèa punta a rafforzare la presenza del cinema del reale sul grande schermo e a restituire centralità alla visione condivisa con il pubblico.
L’iniziativa si inserisce in un contesto segnato da una distribuzione ancora frammentata e discontinua, proponendosi come risposta concreta alle difficoltà che limitano la diffusione del documentario in Italia.
Sta per uscire nelle sale italiane Agnus Dei, distribuito da Kinèa Distribuzioni, presentato in anteprima mondiale alla 82 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia all’interno della sezione Biennale College Cinema. Il documentario esplora un tema tanto particolare quanto evocativo. Come nasce?
L’idea di distribuire un piccolo gioiello come Agnus Dei è nata apparentemente per una coincidenza. Kinèa era appena nata e tra gli asset distributivi per i primi mesi avevamo previsto di portare un documentario, d’autore e visivamente potente in sala. Abbiamo conosciuto subito Massimiliano, il regista e Giovanna, la produttrice. Da lì è iniziata questa avventura che rappresenta ad oggi la nostra più grande sfida!
Il fine è (anche) quello di creare una connessione tra spiritualità e realtà?
Senz’altro. Il lavoro fatto da Massimiliano è un lavoro che racconta un rito secolare, ma che attraverso le immagini e la fotografia eccezionale di Ilya Sapeha porta il racconto anche verso una trascendenza interiore significante. Il fine è anche quello di poter essere, seppur come una formica dinanzi ad un oceano, dei primi distributori che credono e investono nel portare in sala sempre di più il genere documentaristico.
Il documentario è in shortlist e quindi in corsa per la cinquina ai Premi David di Donatello. Vi aspettavate un successo simile?
E’ stato tutto molto casuale. Quando abbiamo trovato l’accordo per la distribuzione pochi giorni dopo abbiamo scoperto di essere in shortlist. Eravamo molto felici. Mi sento di dire, anche se forse sono la persona meno adatta, che sì, potevamo aspettarcelo. E’ un documentario che merita. Un documentario d’osservazione raro nella nostra industria. Quindi sì.
Agnus Dei, come dicevamo, è distribuito da Kinèa Distribuzioni, di cui sei il fondatore, che inaugura così il percorso theatrical di una realtà attiva nella valorizzazione del documentario indipendente. Questo rappresenta per te un nuovo capitolo?
E’ una grande sfida. Il grande obiettivo di Kinèa è quello, attraverso il proprio canale YouTube in costante crescita e cura, di valorizzare e rendere fruibile il genere documentaristico in modo gratuito e facile. Senza passare per piattaforme o relegare nei dimenticatoi di queste ultime lavori che meritano una vita, una comunicazione, una visione. Parallelamente però, Kinèa è anche una società che fa distribuzione su altre finestre. Quindi il nostro obiettivo è crescere tanto nell’AVOD (Advertising Video On Demand) ma restiamo aperti a tanti nuovi progetti.
Oggi secondo te il ruolo del documentario è ancora relegato ai margini dell’industria cinematografica, oppure credi che si stia riprendendo un po’ dello spazio che merita?
Credo fermamente purtroppo che rispetto a tanti altri paesi fuori l’occidente qui siamo ancora molto indietro. Non si è creata o forse non c’è mai stata una cultura veramente documentaristica. Ma è una fenomenologia che nasce dall’anno 0. Quindi lo spazio bisognerebbe crearlo, oggi. Rischiando, investendo. Cercando di avere un coraggio anche economico che non sempre è possibile avere. Ma che il genere merita.
Massimiliano Camaiti ha affermato che la scelta di una società giovane è vincente perché con un’opera indipendente come Agnus Dei “bisogna uscire dagli ingranaggi della distribuzione classica”. In cosa si differenzia Kinea Distribuzioni?
In tutto ciò che ho detto prima. Nell’essere un po’ i Davide contro Golia degli ingranaggi distributivi noti e stantii. Cerchiamo di sposare un progetto, come team, e di lavorarci con tutto il cuore e la passione che merita. L’aspetto economico è chiaramente l’ultima cosa in questa filiera. In questo senso è proprio una missione, la nostra. Che non so dove ci porterà. Ma che sentivamo l’esigenza di fare.
Puoi dirci qualcosa sui tuoi progetti futuri?
Stiamo lavorando attivamente sull’implementazione del catalogo Kinèa. Parallelamente ci sono due storie su cui mi piacerebbe lavorare come regista o produttore. E poi un nuovo documentario che vorrei portare in sala, ma in Sicilia. Poi uscirà un libro che ho scritto sul regista che amo di più. Uscirà molto presto, spero già i primi di maggio. La nostra ricerca, comunque, non si ferma mai.
