Fintech indiano Jar: milioni risparmiano in oro e raggiungono la redditività.
Jar è già diventata profittevole dopo le tasse negli ultimi due trimestri, come sottolineato da Nishchay a TechCrunch. Questa crescita è anche il risultato della decisione dell’azienda di seguire una nuova direzione. Fino all’anno scorso, Jar operava principalmente come piattaforma di distribuzione collaborando con un provider di oro digitale di terze parti, fungendo sostanzialmente da intermediario. Da allora, ha integrato verticalmente le sue operazioni, costruendo una tecnologia interna per acquistare, immagazzinare e gestire direttamente l’oro. Il controllo dell’intera catena del valore le consente ora di catturare una quota maggiore nel mercato dell’oro e di distribuirlo anche attraverso piattaforme di terze parti, inclusa PhonePe, la fintech di proprietà di Walmart.
All’inizio di quest’anno, la startup con sede a Bengaluru ha stretto collaborazioni con BharatPe e Unity Small Finance Bank per consentire agli utenti di effettuare pagamenti digitali — sia a individui che a commercianti — direttamente tramite l’app Jar utilizzando il sistema UPI (Unified Payments Interface) dell’India. UPI è la rete di pagamento digitale dominante in India che consente trasferimenti bancari istantanei tramite smartphone. Questa mossa ha aperto un nuovo flusso di entrate e mira ad aumentare il coinvolgimento e la fidelizzazione degli utenti, ampliando l’utilità dell’app oltre il semplice risparmio in oro.
