Genitori violenti nello sport giovanile: la scuola abbandonata mentre i bulli prendono il sopravvento.
Le Sanzioni e la Cultura del Rispetto
Le autorità si sono mosse a distanza di quattro mesi dall’accaduto. I genitori coinvolti sono stati oggetto di un Daspo sportivo, con pene di uno e due anni per “condotte gravi e violente” che hanno causato lesioni a minori. La giudice della Lega Nazionale Dilettanti, Roberta Lapa, ha inflitto un anno di squalifica ai due ragazzi implicati, sottolineando come la violenza tra i giovani rappresenti una grave violazione dei valori sportivi.
Tuttavia, emerge un punto critico: le sanzioni colpiscono non solo i ragazzi, ma anche i genitori e le società, senza affrontare il problema alla radice. La vera questione è l’educazione e il contesto in cui questi comportamenti si sviluppano. La Figc ha invitato le società a rispettare i protocolli educativi, promuovendo campagne di fair play e l’ideale di un “genitore modello”.
Gli allenatori hanno confermato che la pressione competitiva viene spesso trasferita sui ragazzi, facendo sì che le ambizioni frustrare degli adulti si riflettano nel loro comportamento. Gli sfottò tra ragazzi, considerati normali, diventano per i genitori motivi di indignazione, giustificando reazioni aggressive. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, gli episodi di tensione e aggressività negli sport giovanili sono in aumento, con adulti più coinvolti nelle risse che i giovani stessi.
