Golliwog di Billy Woods: un capolavoro horrorcore per gli amanti del cinema A24
Billy Woods: Un Maestro della Narrazione Musicale
Billy Woods vanta una delle medie di battuta più alte nel panorama musicale attuale. Tra i suoi album da solista, come “Hiding Places” e “Maps”, e le sue collaborazioni con Elucid nel duo Armand Hammer, Woods ha all’attivo molti classici indiscussi. Il suo ultimo lavoro, “Golliwog”, si distingue per essere l’opera più oscura fino ad oggi, nonostante nessuno possa mai affermare che i suoi dischi siano leggeri o adatti a feste.
Questo non è un tipico album di horrorcore. Mentre artisti come Geto Boys, Gravediggaz e Insane Clown Posse si avventurano in estetiche da slasher e tattiche scioccanti, ciò che Billy Woods ha realizzato ha un’impronta più simile a quella dei film A24 piuttosto che a quelli di Blumhouse.
Il primo brano dell’album si intitola “Jumpscare”, e si apre con il suono di un film che inizia, seguito da una melodia inquietante di una scatola musicale e la frase: “Ragdoll playing dead. Rabid dog in the yard, car won’t start, it’s bees in your head.” In questo modo, Woods stabilisce il tono di una tipica gimmick da horror. Tuttavia, man mano che si prosegue, la canzone evolve in un’esperienza di tortura psicologica. Una cacofonia di voci forma una base di strani suoni striduli, e Woods lancia una sorta di manifesto:
“The English language is violence, I hotwired it. I got a hold of the master’s tools and got dialed in.”
