Guarirà da sola una ghiandola lacrimale otturata? 11 cause principali spiegate
Nei soggetti adulti, un dotto lacrimale ostruito tende a risolversi spontaneamente salvo complicazioni infettive. Per facilitare l’apertura del dotto occluso, è possibile applicare impacchi caldi e praticare un delicato massaggio sull’area interessata. Nei neonati, invece, è più frequente ricorrere a trattamenti specifici, poiché il sistema di drenaggio potrebbe non essersi completamente sviluppato.
Se il disturbo persiste o si aggrava, è importante contattare un oculista per una diagnosi accurata e le relative terapie.
Sintomi tipici di un dotto lacrimale bloccato
I dotti lacrimali svolgono la funzione di drenaggio delle lacrime; un loro blocco impedisce il normale deflusso, causando un accumulo di liquido nell’occhio. I sintomi comuni includono:
- Eccessiva lacrimazione o occhi sempre umidi;
- Irritazione e sensazione di secchezza oculare;
- Dolore e arrossamento nella zona interna dell’occhio;
- Presenza di secrezioni purulente;
- Formazione di croste sulle palpebre;
- Visione sfocata o ridotta;
- Infezioni oculari ricorrenti;
- Febbre associata;
- Tears con presenza di sangue in casi rari;
- Peggioramento con condizioni climatiche avverse come vento o freddo.
Principali cause di un dotto lacrimale ostruito
Il blocco può verificarsi lungo tutto il tragitto del dotto lacrimale, da un’estremità all’altra. Le cause più comuni sono:
- Ostruzione congenita: nei neonati, spesso dovuta a membrane residue non completamente riassorbite;
- Anomalie craniofacciali correlate a sindromi genetiche come quella di Down;
- Invecchiamento: restringimento naturale degli orifizi di drenaggio;
- Sinusite cronica che irrita e cicatrizza i tessuti;
- Infezioni virali, batteriche o fungine che interessano il sistema lacrimale;
- Traumi facciali che provocano cicatrici o lesioni ossee;
- Polipi nasali che ostruiscono il passaggio del dotto;
- Tumori nel naso o lungo il percorso dei dotti lacrimali;
- Effetti collaterali di terapie oncologiche come chemioterapia o radioterapia;
- Uso prolungato di colliri specifici, ad esempio per il glaucoma;
- Precedenti interventi chirurgici a occhi, palpebre o seni paranasali che causano cicatrici.
