Hacker legato a Epstein rimosso dal sito della conferenza Black Hat.
Tra i materiali pubblicati dal Dipartimento di Giustizia, oltre ai documenti menzionanti Iozzo, c’è anche un rapporto di un informatore dell’FBI che dichiarava che Epstein avesse un “hacker personale”. Il documento, redatto, non nomina però il presunto hacker. Alcuni dettagli identificativi nel documento suggeriscono fortemente che l’informatore credesse che Iozzo fosse l’hacker di Epstein. Il quotidiano italiano Il Corriere della Sera ha riportato notizie sulle email all’inizio di questo mese, identificando Iozzo come la persona probabilmente omessa nel documento dell’informatore.
Va sottolineato che le affermazioni dell’informatore dell’FBI non sono state confermate dall’agenzia e potrebbero essere parzialmente errate. Inoltre, non ci sono evidenze nelle email che suggeriscano che Iozzo abbia compiuto atti illeciti per Epstein.
In una dichiarazione a TechCrunch, Iozzo ha affermato di aver incontrato Epstein per motivi professionali e di ritenere di non aver dovuto farlo. Ha negato di essere stato l’hacker di Epstein o di aver effettuato hacking per lui, sottolineando che “le nostre interazioni si limitavano a opportunità di affari che non si sono mai concretizzate”.
