I ragazzi troppo online: consigli per gestire i nativi digitali nell’era dell’IA
Un dato interessante riguarda la percezione dei ragazzi: se il 57% dichiara di sentirsi “bene” online, cresce in modo marcato la quota di chi risponde “né bene né male”, arrivando al 31%. L’Osservatorio interpreta questo fenomeno non come equilibrio, ma come assuefazione: Internet non è più vissuto come uno spazio piacevole o sgradevole, ma come un ambiente costante e inevitabile, integrato nella vita quotidiana.
Gregorio Ceccone, pedagogista del digitale e vicepresidente del Movimento Etico Digitale, sottolinea che il problema non è la scarsa consapevolezza dei ragazzi, ma la mancanza di continuità educativa da parte degli adulti. A scuola si lavora sull’equilibrio e sulla cittadinanza digitale, mentre in famiglia spesso mancano regole chiare o coerenza educativa.
