Il finale di Pluribus svela una storia molto più complessa di quanto si pensasse.
Quale Futuro per Pluribus?
La prima stagione di Pluribus si è rivelata un’esperienza di apprendimento. Sebbene esistano parecchie serie post-apocalittiche, non ce n’è una così peculiare come questa versione della Terra, colpita da una coscienza collettiva. Durante nove episodi, seguiamo il viaggio emotivo di Carol che cerca di adattarsi alla sua nuova realtà, utilizzando questo tempo per scoprire come funzioni l’alveare. Questo approccio aiuta anche il pubblico a comprendere ciò che realmente accade.
La rivelazione della bomba atomica alla fine lascia intendere che la seconda stagione prenderà una piega diversa. Non ci si aspetta che Pluribus diventi all’improvviso un’azione frenetica; il suo ritmo misurato è parte del suo fascino e consente una profonda esplorazione dettagliata del mondo. Tuttavia, molte delle trame rimaste richiederanno più azione rispetto ai semplici approfondimenti sull’alveare.
Manousos potrebbe aver trovato un metodo per estrarre individui dall’alveare tramite segnali radio; l’alveare è in fase di costruzione di una “gigante antenna” per comunicare con chi ha inviato il virus; gli altri sopravvissuti devono decidere se unirsi o meno; e, naturalmente, c’è quella bomba che Carol potrebbe o meno avere un piano per affrontare.
