Il lupo teme ancora l’uomo: uno studio sfida il mito del predatore invincibile.
Il lupo e l’uomo: tra mito e realtà scientifica
Nell’immaginario collettivo il lupo (Canis lupus) è spesso descritto come un predatore temerario e minaccioso. Le evidenze scientifiche raccontano però un’altra storia. Una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), coordinata dall’Istituto Konrad Lorenz (KLIVV) dell’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e guidata da Martina Lazzaroni dell’Università di Parma, dimostra che il lupo tende a evitare l’uomo. Anche quando si avvicina alle aree abitate, il suo comportamento rivela una marcata diffidenza nei confronti della nostra specie.
Lupi sempre più vicini ai centri abitati
Lo studio, intitolato Wolves respond differently to human cues as they expand into urban landscapes, ha monitorato 185 lupi identificati individualmente in 44 siti dell’Italia centrale, tra zone isolate e contesti più antropizzati, incluse aree di Toscana ed Emilia-Romagna. Gli animali sono stati sottoposti a stimoli controllati, come oggetti sconosciuti e registrazioni di suoni, tra cui voci umane e richiami di uccelli, per valutarne le reazioni.
In due aree sperimentali distanti circa 800 metri, dotate di fototrappole attivate dal movimento, i ricercatori hanno osservato i lupi per un mese prima di introdurre elementi nuovi. In una fase successiva, a distanza di circa due mesi, sono state riprodotte vocalizzazioni umane e suoni naturali per analizzare le risposte comportamentali e i tempi di adattamento.
