Il Mar Baltico svanisce: un minimo storico e gli effetti del cambiamento climatico
Il prosciugamento temporaneo del Baltico ha effetti diretti sugli ecosistemi marini. La riduzione del volume d’acqua abbassa la salinità e favorisce un riscaldamento più rapido delle acque superficiali. Questo fenomeno, combinato con un aumento dei nutrienti trasportati dai fiumi, promuove la proliferazione di alghe blu-verdi, che sottraggono ossigeno ad altre specie, riducendo la biodiversità.
Anna Sowa, ricercatrice presso l’Institute of Oceanology di Gdynia, osserva un fenomeno noto come “borealizzazione”: specie provenienti da latitudini più basse stanno progressivamente spostandosi verso nord, competendo con la fauna artica locale e modificando profondamente la composizione biologica dei fondali. Tra il 2004 e il 2020, ad esempio, la densità della specie briofita endemica Harmeria scutulata è diminuita drasticamente, segno di un’alterazione degli ecosistemi artici legata al cambiamento climatico.
Nonostante queste criticità, il Mar Baltico resta relativamente resiliente rispetto ad altri mari: negli ultimi due decenni, grazie alla riduzione degli scarichi inquinanti e all’installazione di impianti di trattamento biologico delle acque reflue, si è osservata una ripresa della fauna e della flora locali, con la ricomparsa di fanerogame e alghe. Tuttavia, il ricambio idrico lento e la persistenza dei cambiamenti climatici mantengono il mare sotto pressione, e potrebbero volerci decenni prima che il Baltico recuperi un equilibrio stabile.
