Intelligenza Artificiale: prezioso alleato dei medici per migliorare la salute dei pazienti.
Il potenziale dell’IA è tangibile, poiché sta cambiando profondamente il modo di diagnosticare e trattare le malattie, dalla cardiologia alla pneumologia. L’IA consente di analizzare enormi quantità di dati e immagini, riducendo i tempi di attesa e migliorando il rapporto tra medici e pazienti. L’approccio tecnologico sta trasformando la pratica medica e consentendo una gestione più efficace delle malattie.
Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Menarini, ha dichiarato che non è l’IA a voler sostituire i medici, ma coloro che sanno utilizzare questa tecnologia avranno un vantaggio significativo nella professione. Infatti, l’aspetto umano del rapporto medico-paziente non può essere replicato dall’IA; al contrario, essa mira a potenziare l’assistenza e la formazione continua degli operatori sanitari. Questo cambiamento nella pratica medica potrebbe anche alleviare il carico amministrativo che spesso porta al burnout tra i medici, permettendo loro di focalizzarsi su interazioni più significative con i pazienti.
Un’applicazione molto promettente dell’IA riguarda la diagnosi e la cura delle malattie cardiache e respiratorie. Secondo quanto emerso durante il congresso, l’IA è in grado di identificare nuove variabili di rischio e integrare queste informazioni con quelle già note. Questo approccio non solo migliora la vita dei pazienti, ma ottimizza anche le risorse sanitarie. A esempio, l’elettrocardiogramma ha guadagnato nuova vita grazie a strumenti di IA che possono ora fornire una sensibilità del 95,6% nel rilevare disfunzioni ventricolari.
Nell’ambito della diabetologia, la tecnologia ha consentito lo sviluppo di veri e propri “pancreas artificiali”, sistemi che regolano automaticamente il rilascio di insulina. Boris Kovatchev, direttore del Center for Diabetes Technology dell’Università della Virginia, ha spiegato come questi strumenti rappresentino una rivoluzione nella gestione della malattia, migliorando significativamente i livelli di glucosio nel sangue dei pazienti.
