Investimenti nel settore idrogeno cresceranno del 85% entro il 2026

Investimenti nel settore idrogeno cresceranno del 85% entro il 2026

Investimenti nel settore idrogeno cresceranno del 85% entro il 2026

L’Osservatorio 2025 sull’idrogeno in Italia, realizzato da Intesa Sanpaolo e H2IT, mostra un settore in crescita e tecnologicamente avanzato. Il 58% delle aziende della filiera già genera ricavi, che arrivano al 66% nel manifatturiero, con investimenti significativi superiori al 10%. La metà delle imprese esporta oltre la metà del fatturato, evidenziando una forte internazionalizzazione. Le prospettive al 2026 indicano una crescita dei ricavi e degli investimenti, con numerosi progetti in sviluppo. Le imprese chiedono un quadro normativo più chiaro e maggiori strumenti di supporto alla domanda per consolidare il mercato dell’idrogeno in Italia.

La Filiera dell’Idrogeno in Italia: Ricavi, Investimenti e Prospettive di Crescita

Il 58% delle aziende della filiera dell’idrogeno in Italia genera già ricavi dalle attività legate a questo settore, con una percentuale che arriva al 66% nel comparto manifatturiero. Oltre la metà delle imprese destina agli investimenti nell’idrogeno più del 10% del proprio totale, con valori particolarmente elevati tra le piccole e medie imprese manifatturiere. La filiera si caratterizza per un alto profilo tecnologico: quasi un terzo delle aziende ha depositato o sta per depositare brevetti, e la diffusione delle tecnologie digitali è molto ampia. Questi dati emergono dall’Osservatorio 2025 sull’idrogeno, realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con H2IT, e presentato a Milano.

Le imprese italiane del settore mostrano una buona integrazione nei mercati esteri, con il 46% del fatturato da idrogeno derivante da clienti internazionali, quota che sale al 60% nel manifatturiero. Rispetto all’edizione precedente dell’Osservatorio, cresce il peso delle iniziative legate all’idrogeno all’interno dei modelli di business, accompagnato da aspettative di incremento dei ricavi per il 2026. Circa un terzo delle aziende manifatturiere prevede una crescita tra il 10% e il 50%, mentre nel comparto dei servizi le previsioni sono più moderate, con oltre la metà delle imprese che immagina solo un aumento marginale.

Il potenziale di investimento si mantiene elevato: l’85% delle aziende si aspetta un incremento delle risorse destinate all’idrogeno entro il 2026, con oltre un quarto che prevede una crescita significativa superiore al 25%. Dal punto di vista progettuale, la pipeline risulta solida: quasi il 70% delle imprese ha iniziative in fase avanzata e circa il 25% sta già realizzando progetti, in linea con i tempi indicati dal PNRR. Tuttavia, restano sfide importanti da affrontare, soprattutto una domanda ancora debole e un quadro normativo percepito come poco chiaro e complesso.

Le imprese chiedono un maggiore supporto alla domanda e una strategia nazionale più definita per far crescere il mercato dell’idrogeno. Alberto Dossi, presidente di H2IT, sottolinea che oggi ci troviamo nella fase di creazione della domanda, ma è fondamentale procedere con attenzione per superare le numerose sfide che accompagnano lo sviluppo di un mercato maturo. Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, evidenzia che il settore evolve verso una maggiore strutturazione con un forte orientamento all’innovazione e allo sviluppo di soluzioni industriali mature, mentre la crescita della domanda rappresenta il fattore chiave per la creazione di un mercato consolidato dell’idrogeno in Italia.

Lo sviluppo e le prospettive della filiera dell’idrogeno in Italia

Il settore dell’idrogeno in Italia mostra segni concreti di crescita e consolidamento. Attualmente, il 58% delle imprese coinvolte nella filiera genera già ricavi dalle attività collegate, con una percentuale che sale al 66% nel comparto manifatturiero. Gli investimenti dedicati al settore sono significativi per oltre la metà delle aziende, superando il 10% del totale, in particolare nelle piccole e medie imprese e negli ambiti manifatturieri. Le imprese dimostrano un profilo tecnologico avanzato, testimoniato da un terzo di queste che ha già depositato o sta per depositare brevetti, accompagnato da una diffusa implementazione di tecnologie digitali.

La presenza di queste aziende si estende ai mercati esteri, con il 46% dei ricavi generati dall’idrogeno provenienti da clienti internazionali; tale quota raggiunge il 60% nel settore manifatturiero. Rispetto alle rilevazioni precedenti, cresce il peso delle iniziative legate all’idrogeno nei modelli di business e si rafforzano le aspettative di aumento dei ricavi entro il 2026. Tra le imprese manifatturiere, il 32% prevede una crescita compresa fra il 10 e il 50%, mentre nel settore dei servizi le previsioni sono più contenute, con solo il 15% che stima incrementi di questa portata.

Le aziende guardano con ottimismo anche agli investimenti, con l’85% che intende aumentare le risorse destinate al settore entro il 2026 e oltre un quarto che si aspetta una crescita significativa superiore al 25%. La pipeline progettuale si presenta solida: circa il 70% delle imprese ha progetti in fase avanzata e un quarto ha iniziative già in costruzione, rispettando le tempistiche indicate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Le imprese tuttavia segnalano la necessità di un rafforzamento degli strumenti di sostegno alla domanda e di una strategia nazionale più definita per agevolare l’espansione del settore.

Alberto Dossi, presidente di H2IT, sottolinea l’importanza della fase attuale, definendola cruciale per la creazione della domanda, ma evidenziando anche le numerose sfide da affrontare per costruire un mercato solido dell’idrogeno. Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, rileva come il settore sia più strutturato rispetto al 2023, con una significativa presenza sui mercati internazionali e una chiara spinta verso l’innovazione tecnologica. Gli investimenti sono guidati da opportunità di business e dalla transizione energetica, che rappresentano motori fondamentali per lo sviluppo industriale italiano, con la domanda come fattore determinante per il futuro del mercato dell’idrogeno.

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