Iran, Araghchi: “Israele e Stati Uniti responsabili delle conseguenze della guerra”.
I Tensioni Crescono: La Dichiarazione del Ministro degli Esteri Iraniano
Roma (ITALPRESS) – In un incontro cruciale tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato speciale della Corea del Sud, Chang Byong, si è discusso del grave conflitto che è esploso il 28 febbraio scorso. Araghchi ha indicato gli “aggressori”, identificati in Stati Uniti e Israele, come i responsabili delle conseguenze della guerra. Mentre il Pakistan si impegna a mantenere aperti i canali di dialogo tra Washington e Teheran, Araghchi ha evidenziato che è essenziale che le parti si assumano la responsabilità per le ripercussioni della guerra.
Queste informazioni sono state riportate dalla TV Al Arabiya, e il ruolo di Islamabad si configura come un possibile mediatore tra le due potenze. La riapertura dello Stretto di Hormuz, vitale per il commercio mondiale, è attualmente bloccata a causa delle sanzioni statunitensi. Araghchi ha sottolineato che questo blocco rappresenta una grave violazione dell’accordo di cessate il fuoco, nonostante le promesse di Trump di prolungarlo per facilitare eventuali negoziati.
Posizione dell’Iran e Gli Ultimi Sviluppi della Diplomazia
Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha espresso preoccupazioni simili. In un post su X, ha affermato che non ha senso discutere di un cessate il fuoco totale finché persistono le offensive di Israele e il blocco marittimo. Ghalibaf ha ribadito che la riapertura dello Stretto di Hormuz è impossibile finché l’Iran subisce questa “palese violazione” del cessate il fuoco. La situazione sembra quindi rimanere tesa e complessa, rendendo difficile qualsiasi progresso diplomatico.
Dalla Casa Bianca, la portavoce Caroline Leavitt ha confermato che il presidente Trump non ha ancora fissato una scadenza per ricevere una proposta dall’Iran, lasciando ogni decisione al suo comando militare. In un’intervista, Trump ha accennato che un possibile round di negoziati potrebbe avvenire entro 36-72 ore, ma le tensioni continuano a rappresentare un ostacolo significativo.
Il ministero dell’Interno pakistano ha ribadito che è fondamentale mantenere i canali diplomatici aperti tra Stati Uniti e Iran per cercare una soluzione duratura. Secondo la TV al Jazeera, l’estensione del cessate il fuoco da parte di Trump è vista come un passo importante verso la riduzione delle tensioni, con la speranza che Teheran possa fare progressi significativi.
Resa dei Conti nello Stretto di Hormuz
La Marina della Repubblica Islamica dell’Iran ha preso provvedimenti cautelativi arrestando e sequestrando due navi battenti bandiera straniera, denominate Francesca e Epanamouds, accusate di aver violato le normative sul transito nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, queste navi sono state scortate verso le coste iraniane e resteranno sotto custodia delle autorità navali. Un’ulteriore nave, l’Evia, è stata presa di mira dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) mentre si trovava in avaria.
In una nota ufficiale, l’IRGC ha dichiarato che agiranno con fermezza contro ogni iniziativa che contravvenga alle disposizioni iraniane riguardanti la navigazione nello Stretto di Hormuz. Il rispetto delle normative sul passaggio in questa area è visto come essenziale per la sicurezza nazionale e per la stabilità del traffico energetico globale. Le autorità hanno avviato indagini per valutare le irregolarità riscontrate nelle navi sequestrate e stanno conducendo controlli anche sulla terza unità per verificare la situazione complessiva.
Preparativi per i Negoziazioni Dirette tra Libano e Israele
Intanto, a Washington, si svolgerà oggi il secondo incontro preparatorio per i negoziati diretti tra Libano e Israele. Questo incontro, che vedrà la partecipazione del Segretario di Stato americano Marco Rubio e degli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti, rappresenta una nuova opportunità per affrontare le tensioni nella regione. Le autorità libanesi, guidate dal presidente Joseph Aoun, sono impegnate a prorogare il cessate il fuoco attualmente in vigore, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita nel paese.
La situazione resta complessa e il coinvolgimento di attori internazionali è fondamentale per cercare di risolvere le controversie e favorire una pace duratura. Gli sviluppi diplomatici e le manovre strategiche potrebbero influenzare non solo il destino di queste nazioni ma anche l’equilibrio di tutta la regione.
(Fonte: Al Arabiya, Al Jazeera)
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