La scuola è comunità, non caserma: basta sanzioni e conflitti per la carriera.
“Il dirigente accusa e giudica, ma spesso il suo giudizio non è oggettivo”, avanza Castellana. La questione è di grande importanza per la comunità docente e il futuro della gestione disciplinare nelle scuole italiane.
Castellana esprime preoccupazioni anche riguardo alla direzione che sta prendendo l’insegnamento. Secondo lui, la scuola italiana ha smesso di concentrarsi sull’insegnamento delle materie tradizionali, trasformandosi in un “progettificio.” Parlare di educazione civica, con sole 33 ore annuali a scapito delle altre discipline, è per lui un segnale preoccupante di questa deriva. In molte scuole, afferma, questa situazione è diventata una vera e propria farsa.
“Chi insegna sa che tutti questi progetti sono spesso autoreferenziali”, commenta. “Dobbiamo tornare a enfatizzare lo studio delle materie fondamentali e ripristinare l’importanza della cultura della socialità all’interno delle scuole.” Questa rivendicazione è cruciale per ricollocare l’attenzione su un sistema educativo che sia realmente efficace e rispondente alle esigenze delle nuove generazioni.
La posizione della Gilda degli Insegnanti evidenzia la necessità di un rinnovamento profondo nel sistema scolastico italiano. La proposta di un consiglio superiore per le sanzioni disciplinari sottolinea l’importanza di garantire un trattamento equo e trasparente ai docenti, mentre il richiamo a rimanere fedeli alle materie tradizionali è un invito a non perdere di vista il valore della formazione accademica.
