Le città spugna: come le metropoli si preparano a difendersi dalle alluvioni

Le città spugna: come le metropoli si preparano a difendersi dalle alluvioni

Le città spugna: come le metropoli si preparano a difendersi dalle alluvioni

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso sempre più evidenti gli effetti degli eventi meteorologici estremi. Tra questi, le piogge intense e improvvise rappresentano una delle minacce principali per le aree urbane, spesso incapaci di assorbire grandi quantità d’acqua in poco tempo. È in questo contesto che nasce il concetto di città spugna, un nuovo approccio all’urbanistica che sta cambiando il modo di progettare gli spazi urbani.

Le città tradizionali sono composte da superfici impermeabili come asfalto e cemento, che impediscono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno. Questo provoca un rapido deflusso verso le fognature, che in caso di piogge intense possono andare in sovraccarico, causando allagamenti e danni. Le città spugna, invece, sono progettate per assorbire, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana, riducendo il rischio idrogeologico.

Come funziona una città spugna


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