L’ex dirigente di Meta rivela i segreti dietro il potere della pubblicità.
Durante il suo intervento, Boland ha descritto le conseguenze delle algorimiche delle piattaforme di Meta. Ha affermato che gli algoritmi hanno “enormi poteri” e che sono “assolutamente inflessibili” nel perseguire gli obiettivi programmati. “Non esiste un algoritmo morale”, ha detto, evidenziando l’assenza di un’etica nelle decisioni delle macchine.
Nell’ambito delle sue critiche, Boland ha anche evidenziato che, sebbene i modelli pubblicitari non siano intrinsecamente dannosi, la questione si complica quando si considerano gli effetti sui contenuti generati dagli utenti. Ha rivelato di aver espresso preoccupazioni all’amministratore delegato sui dati che dimostravano “risultati dannosi” degli algoritmi, ricevendo come risposta una sorta di indifferenza.
Boland ha infine rivelato di aver lasciato Meta rinunciando a più di 10 milioni di dollari in stock options non maturate, ma ha confermato di aver guadagnato somme maggiori negli anni. Ha espresso come ogni volta che si pronuncia su Meta, avverte una certa inquietudine, riconoscendo il potere immenso della compagnia.
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