L’insidia che Anthropic ha creato per se stessa: opportunità e rischi nel futuro dell’IA.
Quando hai visto la notizia su Anthropic, quale è stata la tua prima reazione?
La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. È interessante tornare indietro di un decennio e ricordare l’entusiasmo per il potenziale dell’AI nel curare il cancro e rafforzare l’America. Oggi ci troviamo in una situazione in cui il governo degli Stati Uniti è arrabbiato con un’azienda per non voler utilizzare l’AI nella sorveglianza domestica o per creare robot killer autonomi.
Anthropic ha basato la propria identità sul concetto di sicurezza, ma allo stesso tempo ha collaborato con agenzie di difesa e intelligence. Questa contraddizione è evidente. Sebbene l’azienda si presenti come un paladino della sicurezza, è chiaro che non ha appoggiato regolamenti vincolanti, al contrario di quanto accade in altri settori. Tutte queste aziende hanno smesso di mantenere le loro promesse di sicurezza.
Come hanno fatto aziende con così forti impegni di sicurezza a trovarsi in questa posizione?
Queste aziende hanno fatto pressioni contro la regolamentazione dell’AI, promettendo di autogovernarsi. Attualmente, negli Stati Uniti ci sono meno regole sull’AI che sui panini. Se un ispettore sanitario trova ratti in una cucina, non permetterà di vendere panini fino a quando non saranno stati risolti i problemi. Eppure, le aziende che sviluppano AI per scopi potenzialmente pericolosi possono continuare senza restrizioni.
Se queste aziende avessero unito le loro forze per chiedere leggi vincolanti, avremmo una situazione diversa. In assenza di regolamentazioni, il rischio di conseguenze negative aumenta. Senza norme chiare, l’industria corre il rischio di ripetere errori già visti in passato.
Non esiste attualmente una legge che vieti di costruire AI in grado di nuocere agli americani, il che rende la situazione preoccupante. Le stesse aziende hanno contribuito a creare un vuoto normativo. Questo è un chiaro fallimento che potrebbe avere ripercussioni serie.
Per maggiori dettagli, puoi consultare le dichiarazioni ufficiali rilasciate da Dario Amodei e Max Tegmark. Per ulteriori approfondimenti sull’argomento, visita i siti di MIT Technology Review e Scientific American.
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