Moehrle invita l’Europa a tutelare seriamente i propri mari e oceani.
L’interesse di Moehrle per la conservazione risale agli anni ’80, periodo in cui iniziò a lavorare insieme a ambientalisti in Asia e nel Pacifico, impegnati nella protezione delle specie in pericolo e nel supporto alle comunità locali. Queste esperienze l’hanno convinta che la protezione ambientale e il benessere umano siano strettamente interconnessi, una visione che ha influenzato il suo lavoro successivo sulle politiche di pesca.
La sua attività di advocacy si concentrava sulla tensione tra le pressioni economiche a breve termine e la salute a lungo termine degli ecosistemi marini. Le attività di pesca sostengono un numero elevato di posti di lavoro e rimangono politicamente sensibili nelle regioni costiere. Per Moehrle, l’obiettivo non era fermare la pesca, ma renderla sostenibile. Sostenne che le popolazioni ittiche si sarebbero riprese se i governi avessero seguito i consigli scientifici e ridotto la pressione sulle risorse già sovrasfruttate.
Anche i suoi ultimi interventi pubblici hanno mantenuto lo stesso tema. All’inizio del 2025, lanciò l’allerta che i continui ritardi nell’applicazione delle regole esistenti sulla pesca rischiavano di spingere i mari europei verso scenari sempre più pessimisti già descritti dagli scienziati. Gli strumenti per prevenire tale esito, affermò, esistevano già; ciò che rimaneva incerto era se i governi avrebbero avuto la determinazione di utilizzarli in tempo.
Per informazioni e aggiornamenti sulla conservazione marina e le politiche ambientali, visita European Commission – Environment.
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