Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo compie 55 anni
Morte accidentale di un anarchico debutta nel 1970, in un’Italia scossa dal caso Pinelli e dal clima teso degli anni di piombo. Dario Fo trasforma l’episodio della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli — ufficialmente caduto da una finestra della questura di Milano — in una farsa grottesca che smonta, pezzo dopo pezzo, contraddizioni e paradossi delle versioni ufficiali.
La forza dello spettacolo risiede proprio in questo: non nella ricostruzione dei fatti, ma nella capacità di rivelare l’assurdo attraverso la risata, utilizzando il teatro come lente d’ingrandimento sulla verità. Il “Matto”, protagonista dell’opera, diventa simbolo di un’umanità che scardina le strutture del potere con l’arma dell’ironia e del paradosso.
Fin dalla prima rappresentazione, lo spettacolo diventa un caso nazionale. Pubblico e critica riconoscono immediatamente l’impatto politico dell’opera, che si inserisce nel solco del teatro d’impegno civile e sancisce uno dei momenti più alti della produzione di Fo.
