Nacho, il cane timido che sa rispondere solo a una determinata lingua

Nacho, il cane timido che sa rispondere solo a una determinata lingua

Con il passare dei giorni, quella impressione si è trasformata in certezza. Non solo Nacho rispondeva allo spagnolo, ma sembrava riconoscerlo come parte del suo vissuto. In quei momenti, il cane si mostrava più tranquillo, più partecipe, quasi sollevato. Non era il risultato di un addestramento specifico: lasciava intuire che, prima di finire in strada, avesse vissuto in una famiglia in cui lo spagnolo era la lingua d’uso quotidiano. Un dettaglio all’apparenza minimo, ma sufficiente a far emergere una storia ben più ampia: qualcuno, un tempo, aveva condiviso la sua vita con lui.

Ricordi che riaffiorano

Monica ha iniziato a riflettere sul comportamento del cane. Nacho non era affatto un animale cresciuto senza affetto: cercava il contatto, amava accoccolarsi vicino alle persone e seguiva i suoi referenti da una stanza all’altra. Tutto lasciava pensare a una precedente vita domestica, improvvisamente interrotta. È impossibile sapere cosa sia successo davvero: se la famiglia abbia dovuto separarsi da lui per necessità o se lo abbia perso accidentalmente. Restano solo domande, ma tutte raccontano la storia di un cane che, nonostante tutto, continuava a cercare sicurezza e calore umano.


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