Natuzzi, Decaro: “Il lavoro è la priorità dell’amministrazione regionale in Puglia”
Leo Caroli, presidente della task force Occupazione, ha dichiarato che l’incontro ha mostrato segni positivi. Natuzzi ha dimostrato rispetto per le posizioni espresse e ha riaffermato la disponibilità a avviare un dialogo costruttivo con i sindacati. L’azienda ha dichiarato di considerare l’idea di evitare la chiusura dei due stabilimenti e si è impegnata a garantire che gli esuberi siano volontari, fornendo così rassicurazioni ai lavoratori.
Inoltre, sono state condivise visioni per un progetto di rilancio sostenibile. La Regione ha proposto di avviare tavoli tecnici già dalla prossima settimana per definire investimenti e caratteristiche del nuovo piano industriale, puntando a un modello che sia accolto dalla comunità e dai sindacati. L’azienda ha manifestato la volontà di riprendere le relazioni industriali e affrontare le politiche di incentivazione per l’esodo volontario.
Prossimi passi e aspettative
Tutti i soggetti coinvolti, inclusi l’azienda, i sindacati e le istituzioni, hanno dimostrato una notevole apertura per giungere a una mediazione responsabile. Questo è essenziale per identificare un percorso di rilancio per la storica azienda pugliese. Le aspettative sono alte: il tavolo di lavoro mira a sviluppare un progetto industriale che fornisca solide prospettive per il futuro di Natuzzi.
Un incontro finale si terrà in Regione prima della discussione al Mimit programmata per il 4 febbraio 2026, come affermato da Giampietro Castano. Questo incontro rappresenterà un’opportunità fondamentale per raccogliere le proposte e finalizzare un piano condiviso, con l’obiettivo di garantire un futuro produttivo e sostenibile per l’azienda e i suoi lavoratori.
Questa vicenda, che interessa non solo i lavoratori ma l’intera comunità, rappresenta un importante passo verso la risoluzione di una crisi che ha implicazioni significative per l’economia locale e la reputazione del settore industriale pugliese.
Fonti ufficiali: Regione Puglia, Italpress.
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