Poliziotto licenziato per la sua partecipazione a Temptation Island, decisione ufficiale presa
Nel gennaio 2025, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto la richiesta di sospensione provvisoria del licenziamento, consentendo così all’agente di tornare al lavoro in attesa del pronunciamento definitivo fissato per il 24 marzo. La decisione ha acceso il confronto legale, con i legali del poliziotto che sottolineano come il loro assistito abbia effettivamente rispettato la diffida non partecipando più al reality dopo l’intimazione.
Gli avvocati hanno inoltre evidenziato come le immagini trasmesse da Canale 5 siano state registrate molto tempo prima, incompatibili quindi con la presenza reale dell’agente durante il periodo della diffida stessa. Dall’altra parte, le autorità della Polizia sostengono una versione differente, attribuendo al poliziotto la partecipazione ad almeno una puntata successiva della medesima stagione di Temptation Island.
Per chiarire questa discrepanza, il Tar ha richiesto una relazione dettagliata alla Polizia che spieghi l’intera vicenda. Inoltre, è stata richiesta una dichiarazione ufficiale a Mediaset da parte di uno dei responsabili della produzione del programma, con un focus particolare sulla puntata andata in onda nell’autunno 2024, ritenuta “incriminata” e che ha dato origine alla richiesta di licenziamento.
Il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha dichiarato in una recente intervista sul tema: “Il personale delle Forze dell’Ordine deve sempre rispettare il codice deontologico e agire con la massima trasparenza e responsabilità. La partecipazione a programmi televisivi senza autorizzazioni può compromettere la fiducia dell’istituzione nella sua integrità”. Queste parole riflettono la posizione rigorosa assunta dalla Polizia nel caso specifico.
Secondo fonti ufficiali del Ministero dell’Interno, è fondamentale che ogni agente rispetti le norme interne sull’attività pubblica e le condizioni di servizio, evitando partecipazioni non autorizzate che possano interferire con i compiti istituzionali.
Questa vicenda evidenzia un inedito intreccio tra il mondo dei reality show e la carriera pubblica, sottolineando la necessità di regole chiare anche nel caso di figure professionali con incarichi di rilevanza pubblica. L’evoluzione del caso e la sentenza del Tar sono attese con interesse sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori.
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