Punti di svolta e collasso degli ecosistemi: il vero rischio geopolitico globale.
Quando gli ecosistemi iniziano a deteriorarsi, i servizi che forniscono cominciano a fallire. Si registrano diminuzioni nella fertilità del suolo, nella regolazione delle acque e nel controllo delle malattie. Queste non sono semplici questioni ecologiche astratte; sono le fondamenta silenziose delle economie moderne. I risultati pratici sono evidenti: insuccessi nelle colture, declino della pesca, aumento dei prezzi alimentari e scarsità d’acqua. Quando queste pressioni si accumulano e si sovrappongono, il rischio per la sicurezza aumenta. Un’onda di shock alimentare può generare inflazione, che a sua volta inasprisce la polarizzazione politica, indebolendo le istituzioni. Le istituzioni più fragili faticano a gestire le risposte alle crisi distruttive, alimentando spostamenti forzati, crimine organizzato e instabilità.
L’analisi di Muggah è in linea con studi più ampi sui punti di non ritorno planetari. Questi punti segnano soglie oltre le quali un sistema può subire cambiamenti rapidi e spesso irreversibili. Ad esempio, nel sistema climatico ciò può tradursi in una perdita di massa glaciale o in interruzioni della circolazione oceanica. Negli ecosistemi, può significare un passaggio delle foreste pluviali a stati più aridi o il degrado delle barriere coralline.
