Punti di svolta e collasso degli ecosistemi: il vero rischio geopolitico globale.
Mentre la maggior parte dei modelli economici tradizionali continua a trascurare le dinamiche climatiche ed ecologiche, avvertimenti recenti suggeriscono che tali modelli spesso prevedono una crescita regolare, ignorando i rischi legati agli eventi estremi e ai punti di non ritorno. Queste carenze modellistiche influenzano le politiche pubbliche, permettendo ai decisori di posticipare interventi necessari. Tuttavia, i danni da eventi estremi, come inondazioni e siccità, hanno conseguenze gravi e immediate.
I ricercatori dell’Institute and Faculty of Actuaries hanno stimato che l’economia globale potrebbe affrontare una perdita del 50% del PIL tra il 2070 e il 2090 a causa dei rischi climatici catastrofici. Questi dati sottolineano la necessità di strategie economiche più robuste che incorporino correttamente i valori della natura.
Investire nel futuro sostenibile
La buona notizia è che le soluzioni sono a disposizione. L’azione deve iniziare dal ripristino della natura attraverso pratiche agricole rigenerative e la protezione di foreste e ecosistemi. Un rapido passaggio verso un’energia sostenibile è fondamentale per ridurre le emissioni e prevenire cambiamenti climatici irreversibili. Protendere verso una nuova era di tutela degli ecosistemi si rivela frequentemente più economico e sicuro rispetto a rispondere a catastrofi già avvenute.
Non ci serve maggiore consapevolezza riguardo ai cambiamenti in corso; ciò che è necessario è un cambiamento nelle priorità politiche ed economiche. Le basi che sostengono la stabilità sociale sono in deterioramento, e la sfida è sistemica, crescente e progressivamente evidente. È essenziale prepararsi ad affrontare questa sfida.
Fonti ufficiali da consultare:
- Igarapé Institute
- UK Government Security Assessment 2026
- World Economic Forum
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