Quanto fa male l’intervento per l’alluce a martello? Scopri la verità.
Il trattamento per l’alluce a martello
L’alluce a martello è una condizione progressiva, ciò significa che senza un intervento medico adeguato tende a peggiorare nel tempo. Non è una patologia che si risolve spontaneamente, quindi è importante rivolgersi a uno specialista non appena compaiono i primi sintomi.
Trattamenti non chirurgici per l’alluce a martello
Se la diagnosi avviene precocemente e il dito mantiene ancora una buona dose di flessibilità e movimento, il medico può consigliare una terapia conservativa. Questi trattamenti mirano a raddrizzare il dito che inizia a piegarsi e a modificare la distribuzione del peso sul piede, alleggerendo così la pressione sulle dita interessate.
Le opzioni non chirurgiche più comuni includono:
- Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare dolore e gonfiore.
- Cuscinetti o imbottiture acquistabili in farmacia per ridurre il dolore localizzato al piede e alle dita.
- Plantari ortopedici personalizzati per ridistribuire la pressione in modo corretto durante la camminata.
- Esercizi specifici e terapie fisioterapiche per rinforzare i muscoli e migliorare l’equilibrio.
- Infiltrazioni di corticosteroidi per diminuire l’infiammazione nelle articolazioni interessate.
Inoltre, il medico potrebbe suggerire una modifica delle calzature. Indossare scarpe della giusta misura, con una punta spaziosa nella zona delle dita (punto chiamato “box delle dita”), contribuisce a ridurre la pressione che tende a peggiorare la deformità.
Quando è necessaria la chirurgia per l’alluce a martello
Qualora i trattamenti conservativi non portino benefici o se l’alluce a martello abbia raggiunto uno stadio molto rigido e doloroso, può essere indicato un intervento chirurgico. La procedura varia in base alla gravità e alle cause specifiche del disturbo. Solitamente viene eseguita con anestesia locale e il paziente può tornare a casa il giorno stesso dell’intervento.
Le tecniche chirurgiche più diffuse sono:
- Allungamento del tendine: il chirurgo interviene sul tendine del dito colpito per aumentare la flessibilità e favorire il raddrizzamento.
- Trasferimento tendineo: parte del tendine viene spostata dalla parte inferiore a quella superiore del dito, migliorando il movimento e la posizione.
- Artrodesi (fusione articolare): in questo intervento il medico fissa stabilmente le articolazioni del dito tramite l’inserimento di fili metallici, che vengono rimossi dopo alcune settimane. Questa tecnica assicura stabilità e permette la crescita ossea nel punto di fusione.
