Rifiuti di plastica, nazionali e internazionali, contaminano le acque della Turchia.

Rifiuti di plastica, nazionali e internazionali, contaminano le acque della Turchia.

Rifiuti di plastica, nazionali e internazionali, contaminano le acque della Turchia.

Turchia: un Hub per il Riciclo dei Rifiuti in Plastica

La Turchia è diventata una delle principali destinazioni per il riciclo dei rifiuti di plastica, in particolare provenienti dall’Europa e dal Regno Unito. La maggior parte di questi materiali, circa 677.663 tonnellate nel 2024, arriva in Turchia, con il 77% proveniente da Regno Unito e Unione Europea. Le strutture di gestione dei rifiuti nella provincia di Adana, che conta circa 180 impianti, ricevono gran parte di questo materiale. Tuttavia, grandi quantità di plastica vengono abbandonate lungo le rive dei fiumi o sfuggono dalle strutture attraverso le acque reflue, finendo nel Mar Mediterraneo.

La situazione ambientale è preoccupante poiché la plastica inquinante influisce negativamente sugli ecosistemi acquatici, compromettendo anche importanti aree di nidificazione per le tartarughe marine. Esperti del settore hanno suggerito di interrompere l’importazione di plastica per affrontare il problema dell’inquinamento, ma il governo insiste sull’importanza economica dell’industria del riciclo.

La Realtà della Plastica nel Fiume Seyhan

A Adana, nel sud della Turchia, lungo il tratto finale del fiume Seyhan, gli abitanti possono osservare pezzi di plastica multicolori galleggiare sull’acqua e nel sedimento. Quando il fiume si curva, grandi macchie grigie di plastica frantumata si formano a causa degli agenti atmosferici. Sotto la superficie, rifiuti identificabili identificherebbero facilmente la loro provenienza, con pacchetti di cibo etichettati in altre lingue e oggetti di plastica usa e getta.

A valle, dove il Seyhan sfocia nella Baia di Mersin, detriti di dimensioni significative, che rivelano la loro origine, sono sparsi nei territori umidi: pacchetti di noodles di pollo in stile thailandese etichettati in tedesco, posate usa e getta mai aperte provenienti dal Regno Unito e casse vuote di margarina dalla Spagna, tra molti altri.


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