Rifiuti di plastica, nazionali e internazionali, contaminano le acque della Turchia.
Le strutture di riciclo locali hanno subito un’evoluzione rapida negli ultimi anni, principalmente a causa dell’importazione di rifiuti esteri. Questo crescente volume di rifiuti ha portato a una gestione spesso inadeguata. “L’Europa ci manda la sua spazzatura”, afferma un pescatore della zona, “noi la riversiamo nel Mediterraneo, e essa torna in Europa attraverso il mare”.
Politiche Ambientali e la Lotta Contro l’Inquinamento
Contro questo sfondo, la professoressa Katharina Schlegel Thummer, direttrice della circularity per Plastics Europe, sottolinea che la Turchia è emersa come una meta per l’export dei rifiuti grazie a un ambiente imprenditoriale più favorevole rispetto all’Europa. “L’industria della plastica dell’UE, compreso il riciclo, sta vivendo un significativo calo della competitività”, ha affermato in risposta alle domande di Mongabay.
Resoconti sulla situazione in Adana indicano che il 60% dei rifiuti importati in Turchia finiscono in quest’area. I materiali riciclati, spiega Yaşar Öztürk del gruppo ecologico Adana Ecology Platform, spesso contengono residui che complicano ulteriormente il processo di riciclo. Mentre particolari polimeri come il PET e l’HDPE vengono riutilizzati, gran parte del resto viene scartata.
“Ora, a causa delle pressioni pubbliche, non seppelliscono più i rifiuti direttamente, ma prima li triturano e poi li bruciano”, dichiara Öztürk.
L’Impatto dell’Inquinamento Marittimo
Secondo Earth Action, organizzazione svizzera basata sulla scienza, la Turchia importa quasi un quarto della plastica che genera. La gestione inadeguata dei rifiuti plastici è una realtà preoccupante, con una stima che indica che il 53,5% dei rifiuti plastici non viene gestito correttamente, finendo spesso nei corsi d’acqua. Un rapporto dell’IUCN del 2020 ha classificato la Turchia come il terzo maggiore contribuente al rilascio di plastica nel Mediterraneo, dopo l’Egitto e l’Italia.
Fattori locali come eventi climatici estremi, come forti piogge e inondazioni, contribuiscono a questo problema. Secondo il professor Sedat Gündoğdu dell’Università di Çukurova, la maggior parte dell’inquinamento plastico proveniente dalla Turchia arriva da fonti domestic e tramite il fiume.
