Riunione sulle Terre Rare: avvio di una strategia globale fondamentale per il futuro
Vulnerabilità dell’Occidente: La Dipendenza dalle Terre Rare Cinesi
*di Vincenzo Petrone ()**
ROMA (ITALPRESS) – Il comportamento spesso impulsivo del Presidente degli Stati Uniti merita una riflessione profonda, poiché svela le debolezze accumulate dall’America e dai suoi alleati, Italia inclusa, dovute a decenni di inattività politica e scarsa competenza. Un esempio lampante è il predominio della Cina nel settore delle Terre Rare, i 17 minerali vitali per l’industria globale dell’alta tecnologia, sia civile che militare.
Incontro a Washington: Un’Occasione Strategica
La riunione ministeriale di oggi a Washington, a cui partecipa il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresenta un’opportunità cruciale per avviare un’azione strategica concertata tra gli alleati occidentali. Il rischio è che possa essere troppo tardi, ma è fondamentale che Washington presenti un piano dettagliato e finanziato, che coinvolga le principali compagnie minerarie europee, canadesi e americane. Viviamo in un’epoca di politica industriale, non di laissez-faire.
Ma come siamo giunti a essere così vulnerabili di fronte al Partito Comunista Cinese e al suo leader Xi Jinping, che controllano oggi il 90% della produzione e raffinazione globale di Terre Rare? Keith Bradsher, Premio Pulitzer del New York Times, ha documentato in dettaglio questa cecità strategica degli Stati Uniti. Agenti dei servizi segreti e funzionari del Dipartimento di Stato hanno trascurato le politiche di sviluppo della Cina per più di 50 anni. In Europa, non è andata meglio.
Nel 2022, dopo l’inasprimento delle tariffe commerciali annunciate da Trump, la Cina ha bloccato l’export di terre rare verso gli Stati Uniti. A differenza di Trump, che utilizzava comunicati pubblici per annunciare le sue politiche, Xi Jinping ha fatto la mossa silenziosa e decisiva, creando un vero e proprio strumento di pressione sulle aziende americane.
Le Conseguenze del Controllo Cinese
Le Terre Rare come il disprosio sono componenti essenziali per diverse applicazioni tecnologiche, dai reattori nucleari ai dispositivi medici per il cancro. Ma la Cina non si è fermata qui; ha imposto regolamenti che richiedono licenze per ogni carico esportato di Terre Rare. Questo non solo le consente di controllare il flusso di minerali, ma le fornisce anche informazioni preziose sull’utilizzo di queste risorse in tutto il mondo.
In questo contesto, gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero considerare un approccio di reverse engineering per imparare dalla strategia cinese, specialmente per quanto riguarda l’acquisizione delle tecnologie di raffinazione. Negli anni ’80, gli Stati Uniti erano leader nel settore, grazie a compagnie come General Motors, che producevano magneti per motori elettrici utilizzando terre rare. Tuttavia, nei ’90, godevo della comodità dell’outsourcing e vendettero la loro divisione Magnequench a un gruppo di investitori americani, in parte controllato da una società cinese. Questo trasferimento di tecnologia ha rappresentato un punto di non ritorno.
Un Monopolio Strategico
Il trasferimento di tecnologie cruciali alla Cina ha alimentato il suo predominio nel mercato delle Terre Rare. Nonostante l’importanza di questo settore, l’Occidente non ha colto l’opportunità di adottare misure strategiche contro questa crescente dipendenza. Il caso delle isole Senkaku nel 2010 ha mostrato come la Cina possa utilizzare le Terre Rare come arma geopolitica: quando un peschereccio cinese fu bloccato dalle autorità giapponesi, Pechino interruppe immediatamente le esportazioni di minerali rari, costringendo il Giappone a cedere.
Quasi 15 anni dopo, la reazione di Pechino ai dazi di Trump ha replicato quel modello, rivelando l’incapacità dell’Occidente di apprendere dalle esperienze passate. Oggi, la Cina ha un’influenza ancor più forte rispetto agli anni ’70, quando il mondo subì un embargo petrolifero. La concentrazione della produzione di Terre Rare in mano cinese presenta rischi enormi, specialmente per le forniture militari in caso di una crisi, come quella su Taiwan.
Necessità di Collaborazione
Per affrontare questa minaccia, è essenziale che gli Stati Uniti propongano soluzioni collaborative in occasione della riunione ministeriale di Washington. È urgente creare veicoli finanziari comuni per lo sviluppo minerario e le tecnologie di raffinazione, attirando investimenti nei Paesi ricchi di risorse. Dal Congo all’Africa e oltre, una cooperazione globale potrebbe rivelarsi fondamentale.
Le potenzialità ci sono. Se governi e grandi aziende lavorano insieme, possiamo affrontare questa sfida strategica. La risposta a questa minaccia dirà se Washington ha compreso che non può affrontare la sfida cinese da sola, senza i suoi storici alleati.
La posta in gioco è alta, e le Terre Rare rappresentano un’opportunità cruciale di alleanza per l’Occidente. Non possiamo perdere tempo: ogni fase deve essere pianificata con attenzione e rapidità.
(*) Ambasciatore a.r.
(ITALPRESS)
Fonti Ufficiali
- New York Times
- Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
- Documenti ufficiali del governo giapponese
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