Rocco Siffredi supporta Corona, Selvaggia Lucarelli risponde duramente senza mezzi termini
Un altro intervento significativo arriva da Selvaggia Lucarelli, che ha scelto di esprimersi attraverso una storia Instagram, senza però menzionare esplicitamente Corona. Nel suo messaggio ha denunciato l’approccio doppio che spesso caratterizza le azioni di censura: “Provate a occupare uno spazio pubblico, una piazza e a dare della poco di buono a qualcuna, a parlare con dileggio e volgarità dell’orientamento di altri, a minacciare di rovinare la vita a un altro, a vomitare insulti. A mostrare foto private altrui o chat private. E a continuare pure se la legge ti dice di smetterla. Poi fatemi sapere se vi lasciano fare o se vi porta via una volante. E se vi lasciano ritornare in piazza per continuare. Eh ma la CENZURAAAAA”. (fonte: Instagram Stories di Selvaggia Lucarelli).
Questa posizione sostiene che la regolamentazione e la moderazione dei contenuti online debbano essere applicate in modo equo e secondo le leggi vigenti, riflettendo la complessità di bilanciare diritti e responsabilità.
Il caso di Fabrizio Corona si inserisce in un contesto più ampio relativo al ruolo delle piattaforme digitali nel controllo dei contenuti, e solleva interrogativi sul potere di censura esercitato da grandi aziende tecnologiche, spesso non trasparenti nelle loro decisioni. Il Garante per la protezione dei dati personali (Autorità Garante Privacy, [https://www.gpdp.it](https://www.gpdp.it)) ha recentemente ribadito l’importanza di garantire un equilibrio fra tutela della privacy, rispetto delle normative e libertà di espressione, tema centrale anche in questa vicenda.
Nel frattempo, l’opinione pubblica italiana appare divisa: una parte sostiene che Corona sia un vero e proprio portavoce della verità, impegnato a smascherare ingiustizie, mentre un’altra parte lo ritiene un personaggio controverso, responsabile di un comportamento che lederebbe la dignità altrui.
La questione è approdata anche in Tribunale, dove si sta giudicando la legittimità delle restrizioni imposte ai suoi profili social, sottolineando ancora una volta quanto il confine tra libertà di espressione e rispetto delle regole sia particolarmente sottile quando si parla di influencer e figure pubbliche con un ampio seguito.
Per approfondimenti ufficiali in merito alle norme sulla libertà di parola e censura sui social network, la Commissione Europea ha recentemente pubblicato un documento intitolato “Regolamentazione dei contenuti online” ([https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/content-moderation](https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/content-moderation)), evidenziando la necessità di una regolamentazione equilibrata che possa tutelare gli utenti senza ledere i principi fondamentali della democrazia.
La vicenda di Fabrizio Corona resta dunque aperta, con risvolti che influenzeranno il futuro della comunicazione digitale e il modo in cui i personaggi pubblici potranno esprimersi sui social, tenendo conto delle normative in continua evoluzione e della sensibilità dell’opinione pubblica.
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