Sottosviluppo e inquinamento: quali Paesi sono più a rischio
Secondo le analisi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di istituti come la Banca Mondiale, i Paesi più a rischio sono quelli a basso reddito, dove le politiche di prevenzione e i controlli ambientali sono insufficienti. Tra questi figurano gran parte delle nazioni dell’Africa subsahariana, alcune regioni dell’Asia meridionale e dell’America Latina.
Queste aree condividono caratteristiche comuni: forte dipendenza da industrie inquinanti, uso massiccio di combustibili fossili per la produzione energetica, scarsa depurazione delle acque e alta densità abitativa in città senza adeguati sistemi di smaltimento dei rifiuti. In queste condizioni, l’inquinamento diventa un fattore che rallenta lo sviluppo e aumenta i rischi sanitari.
L’inquinamento atmosferico come minaccia principale
L’inquinamento dell’aria è una delle cause principali di mortalità precoce nei Paesi in via di sviluppo. Secondo l’OMS, oltre il 90% della popolazione mondiale respira aria con livelli di inquinamento superiori ai limiti di sicurezza. Le principali fonti sono:
combustione domestica di legna e carbone, diffusa nelle zone rurali;
emissioni industriali non regolamentate;
traffico veicolare intenso e veicoli obsoleti.
Le città più colpite si trovano soprattutto in India, Pakistan, Bangladesh, Nigeria e Cina, dove concentrazioni elevate di PM2.5 e altri agenti inquinanti contribuiscono a malattie respiratorie, cardiovascolari e a un aumento della mortalità infantile.
