Supplenze brevi: una questione urgente che richiede soluzioni immediate nella scuola italiana.
Il prossimo anno scolastico si profila all’orizzonte con una sfida significativa: la mancanza di supplenti per coprire le assenze brevi. La situazione è critica e senza un intervento strutturato, le scuole rischiano di non reggere l’urto. L’allerta arriva da dirigenti scolastici e professionisti del settore, che denunciano un sistema ormai al limite. Le recenti modifiche legislative in tema di supplenze hanno determinato un aumento delle assenze da gestire, mentre l’organico attuale non è adeguato. In questo clima, il grido di allerta è sempre lo stesso: il sistema non riesce a funzionare.
Difficoltà organizzativa e sovraccarico di lavoro
Non si tratta solo di una questione numerica, ma di un problema di organizzazione complessiva. Le segreterie, già stressate dagli accorpamenti, sono oberate di lavoro e i dirigenti si trovano costantemente alla ricerca di personale disponibile, spesso con esiti deludenti. Le conseguenze? Classi scoperte o gestite con soluzioni di emergenza. La didattica e il supporto agli studenti risultano inevitabilmente compromessi.
A farne le spese sono anche i docenti, sempre più relegati a un ruolo di semplice sorveglianza anziché a quello di insegnanti della propria materia. Non è raro che anche i docenti di sostegno vengano distolti dal loro compito principale per coprire buchi. Questa distorsione evidenzia le fragilità di un sistema che si regge su precarietà e improvvisazione, penalizzando in particolare gli studenti più vulnerabili.
