Trump prova ancora a ridurre le normative statali sull’intelligenza artificiale.

Trump prova ancora a ridurre le normative statali sull’intelligenza artificiale.

Inoltre, il piano sconsiglia al Congresso di occuparsi delle questioni di copyright relative all’IA. Anche se l’amministrazione ritiene che l’addestramento di modelli IA su materiali protetti non violi le leggi sul copyright, riconosce l’esistenza di argomenti opposti e supporta l’idea di lasciare alla magistratura il compito di risolvere tali questioni.

Un altro punto critico sollevato riguarda le frodi facilitate dall’IA. Infatti, viene richiesta un’integrazione degli sforzi esistenti delle forze dell’ordine per combattere le truffe che si avvalgono dell’IA, colpendo in particolare le popolazioni vulnerabili, come gli anziani.

Un Approccio Federale alla Regolamentazione dell’IA

La proposta dell’amministrazione continua a sostenere un approccio federale e anti-statale nella regolamentazione dell’IA, portando avanti l’idea che il Congresso debba impedire le leggi statali sull’IA che impongono oneri eccessivi. Si sottolinea che la regolamentazione dell’IA è un fenomeno intrinsecamente interstatale, con implicazioni fondamentali per la politica estera e la sicurezza nazionale. Inoltre, si propongono ulteriori protezioni legali per le aziende che sviluppano tecnologie IA, specificando che gli stati non dovrebbero penalizzare gli sviluppatori per condotte illecite di terzi relative ai loro modelli.

Un obiettivo generale del piano è accelerare lo sviluppo dell’IA negli Stati Uniti, affermando che il paese deve guidare il mondo nell’IA rimuovendo le barriere all’innovazione. In questo contesto, il Congresso è incoraggiato a rendere disponibili i dataset federali alle aziende di IA e agli accademici in formati adatti per l’addestramento dei modelli.


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