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Ucraina, Draghi “Già accolti 24 mila profughi”

MARIO DRAGHI
ROMA – “Il conflitto in Ucraina sta generando una crisi umanitaria senza precedenti nel Dopoguerra in Europa.

Per farvi fronte, l’Unione europea ha applicato per la prima volta la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea in favore dei profughi ucraini.

Questa decisione testimonia la solidarietà e la compattezza dell’Unione europea: un’unità di intenti e di azioni che è indispensabile mantenere e che vede l’Italia in prima linea”.

Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso del Question Time alla Camera, ringraziando tutti coloro che in questi giorni si sono mobilitati spontaneamente per sostenere la popolazione ucraina: “Associazioni di volontariato e del terzo settore, amministratori locali, imprese, singoli cittadini e famiglie.

La forza di un Paese e di una democrazia si misura anche con la capacità di difendere i valori della dignità umana, della pacifica convivenza e dell’amicizia tra i popoli.

In questo senso il mio pensiero va anche ai tanti cittadini russi che condividono questi valori e condannano le violenze commesse ai danni del popolo ucraino”.

Il premier ha sottolineato che solo ieri risultavano giunti in Italia 21.

095 cittadini ucraini mentre oggi i dati sono di 23.

872.

“In questo scenario di crisi, l’Unione Europea ha saputo riallacciarsi alle radici fondanti della costruzione europea, costituite dal rispetto dei diritti umani e dalla solidarietà, valori che da sempre l’Italia ha posto alla base della sua politica di accoglienza.

Quindi – ha ribadito – accoglienza, fratellanza, solidarietà sono dimostrate da questi fatti.

Devo anche aggiungere che secondo me molto di più sarà necessario, perchè la reazione non è una reazione di giorni, non è una reazione forse di mesi, forse è una cosa ben più lunga”.

Il premier si è soffermato anche sulle conseguenze economiche che la guerra in Ucraina porteranno sull’economia italiana: “siamo molto attenti all’incremento del prezzo dell’energia, all’incremento e alla disponibilità delle materie prime.

Purtroppo, il Governo non può fermare questi eventi.

Ma dobbiamo muoverci con rapidità e decisione, come abbiamo già fatto e continueremo a fare, per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle nostre imprese.

Forse è anche il caso di dire la sopravvivenza delle nostre imprese”.

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