Un virus spagnolo ha portato Google a stabilirsi a Málaga. Scopri come.

Un virus spagnolo ha portato Google a stabilirsi a Málaga. Scopri come.

Un Ritorno alle Origini e la Scoperta del Nome

Quintero ha approfittato delle sue doti da programmatore per facilitare la sua ricerca. All’inizio di quest’anno, ha lasciato il suo ruolo di team manager per “tornare alla caverna, al seminterrato di Google”. Non ha abbandonato l’azienda; al contrario, è tornato a lavorare senza le responsabilità manageriali, dedicandosi alla sperimentazione. Questa mentalità di tinkering lo ha portato a riesaminare il Virus Málaga e a cercare dettagli che il suo sé diciottenne avrebbe potuto trascurare.

Inizialmente, ha trovato frammenti di una firma, ma grazie al lavoro di un altro esperto di sicurezza informatica, ha scoperto una variante successiva del virus con un indizio più chiaro: “KIKESOYYO”. “Kike soy yo” si traduce in “Sono Kike,” un soprannome comune per “Enrique.” Contemporaneamente, Quintero ha ricevuto un messaggio diretto da un uomo, attualmente coordinatore della trasformazione digitale della città spagnola di Cordoba, che affermava di aver assistito alla creazione del virus da parte di uno dei suoi compagni di scuola.

Molti dettagli si sono incastrati perfettamente, ma uno spiccava in particolare: sapeva che il messaggio nascosto del virus — definito payload in termini di cybersecurity — era una dichiarazione contro il gruppo terroristico basco ETA, un fatto che Quintero non aveva mai rivelato. Questo indizio lo ha spinto a continuare la sua ricerca, e così è emerso il nome di Antonio Astorga, ma con una triste novità: Astorga era deceduto.


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