Usi, effetti collaterali e rischi di avvelenamento: cosa sapere subito

Domande frequenti sull’acido borico


L’acido borico può curare un’infezione da lievito?

Le supposte di acido borico sono spesso utilizzate come rimedio casalingo per le infezioni da lievito, grazie alle loro proprietà antifungine. I medici tendono a consigliare l’uso di supposte vaginali di acido borico soprattutto in caso di infezioni recidivanti, per evitare un uso prolungato dei farmaci antifungini. L’acido borico è impiegato anche per il trattamento della vaginosi batterica (BV), sfruttando il suo effetto antibatterico. Grazie alla sua natura leggermente acida, aumenta l’acidità vaginale, creando un ambiente sfavorevole alla proliferazione di batteri e funghi.

Quali sono gli effetti sanitari dell’esposizione all’acido borico?

Nonostante la naturale presenza di acido borico in diversi alimenti e nell’ambiente, l’assorbimento umano è generalmente molto basso e innocuo. L’inalazione di polvere contenente acido borico può comunque causare secchezza di naso, gola e bocca, mal di gola, tosse, epistassi e difficoltà respiratorie. Il borace, una forma di acido borico usata comunemente in detergenti e prodotti per la cura personale, può essere corrosivo per gli occhi e irritare la pelle sensibile o danneggiata, pur non venendo assorbito sistematicamente attraverso la pelle.

L’ingestione di acido borico può provocare nausea, vomito, dolori allo stomaco, diarrea, desquamazione cutanea, eruzioni e ulcere. In caso di avvelenamento grave si possono verificare danni renali, convulsioni, coma, problemi circolatori e, in casi estremi, morte.


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