Valditara ribadisce: referendum su sanzioni per propaganda elettorale nelle scuole resta in campo.
Il ministro ha specificato: “Non è consentito fare propaganda a favore dell’una o dell’altra parte”. Ha poi segnalato che alcune delle segnalazioni ricevute riguardano specificamente un dibattito orientato verso il ‘no’ al referendum, insistendo sull’importanza di un equilibrio nelle opinioni espresse in aula. “La scuola non è un luogo di indottrinamento”, ha affermato Valditara, sottolineando che l’istruzione è un servizio pubblico sostenuto dai cittadini.
La posizione del sindacato e le reazioni
Nei giorni scorsi, Valditara aveva dichiarato che “nel caso in cui vincesse il no, si affermerebbe il massimalismo, l’estremismo e la delegittimazione della persona”. Queste parole hanno suscitato reazioni anche dalla Flc-Cgil, che ha contestato le affermazioni del ministro. Il sindacato ha difeso il lavoro dei docenti, sostenendo che questi sono professionisti capaci di gestire il dibattito in aula senza cadere nell’indottrinamento.
La Flc-Cgil ha chiarito che accusare le scuole di possibili casi di indottrinamento è tanto grave quanto infondato. Finisce per alimentare un clima di sospetto nei confronti dell’istruzione pubblica, colpendo migliaia di educatori che lavorano nel rispetto della Costituzione e con impegno.
