Valutazione scolastica: misurare e valutare in un rapporto dialettico, secondo Aldo Visalberghi.
Il libro “Misurazione e valutazione” segna l’inizio della riflessione italiana sulla valutazione scolastica, grazie all’illuminante opera di Aldo Visalberghi, pubblicata nel 1955 per Edizioni di Comunità su richiesta di Adriano Olivetti. Questo testo ha dato il via a un dibattito che continua a influenzare il panorama educativo, e di questo ne discutiamo con Cristiano Corsini, esperto di pedagogia visalberghiana e docente di pedagogia sperimentale presso l’Università di Roma.
Il valore attuale di “Misurazione e valutazione”
La domanda sorge spontanea: è ancora rilevante leggere “Misurazione e valutazione” a distanza di settant’anni? Il libro, insieme alle opere di Luigi Calonghi e Francesco De Bartolomeis, si colloca in un periodo cruciale per la pedagogia. È interessante notare che i tre autori rappresentano anime diverse: Visalberghi con una visione liberal-socialista, De Bartolomeis da una prospettiva marxista e Calonghi con una vocazione cattolica. Nonostante le loro divergenze, emergono similitudini nei problemi affrontati e nelle soluzioni proposte.
Della ricerca di Visalberghi, quale elemento spicca per la sua originalità? Uno degli aspetti più intriganti è che il suo lavoro sfida le idee e le prassi consolidate. Infatti, Visalberghi innova ponendo in discussione non solo i mezzi, ma anche i fini della pedagogia. La sua visione si intreccia con le questioni della politica scolastica, contribuendo a un dibattito che resta aperto senza tempo.
