65 nazioni firmano il trattato ONU sulla criminalità informatica, Guterres: “Passo storico”.
Il 22 settembre 2025, durante la commemorazione dell’ottantesimo anniversario delle Nazioni Unite a New York, sessantacinque paesi hanno firmato la Convenzione ONU contro la criminalità informatica a Hanoi. Questo trattato, il primo in vent’anni, stabilisce un quadro giuridico globale per affrontare crimine digitale e proteggere i diritti umani. Il Segretario Generale Antonio Guterres ha definito l’evento un momento storico, sottolineando l’importanza del multilateralismo. La Convenzione, composta da 71 articoli, impone obblighi per la criminalizzazione di reati informatici e l’istituzione di reti per la cooperazione internazionale, mentre garantisce la protezione della privacy e della dignità umana.
Il Trattato ONU contro la Criminalità Informatica: Un Passo Storico
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Oggi ad Hanoi, sessantacinque Paesi hanno firmato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica, il primo trattato penale internazionale adottato in oltre due decenni. La cerimonia, presieduta dal governo vietnamita e con la partecipazione del Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, rappresenta un importante passo avanti nella creazione di un quadro giuridico globale per affrontare reati digitali, che vanno dalle frodi online al ransomware, fino alla distribuzione non consensuale di contenuti intimi.
Antonio Guterres ha definito questo evento un “momento storico”, evidenziando come il multilateralismo possa fornire risposte tangibili alle sfide moderne. Ha messo in evidenza che i cyberattacchi quotidiani causano perdite economiche significative, bloccano servizi essenziali e diffondono contenuti illegali. Con la Convenzione di Hanoi, adottata dall’Assemblea generale nel dicembre 2024 dopo un lungo periodo di negoziati, i Paesi firmatari sono obbligati a criminalizzare l’accesso non autorizzato ai sistemi informatici e a proteggere i minori da reati digitali.
Tra i firmatari del trattato figurano il Vietnam, il Brasile, il Belgio, l’Irlanda, l’Australia, il Cile, il Ghana, Cuba, la Bielorussia e la Grecia. Paesi come Italia, Stati Uniti, Cina e Russia hanno partecipato ai lavori, ma non hanno ancora firmato. La Convenzione rimarrà aperta alla firma a New York fino al 31 dicembre 2026 e entrerà in vigore dopo la quarantesima ratifica.
Guterres ha sottolineato che la norma consente alle forze dell’ordine di collaborare oltre i confini nazionali per la condivisione di prove digitali, garantendo al contempo la protezione della privacy e della dignità degli individui. Ha anche risposto alle preoccupazioni di gruppi per i diritti umani, chiarendo che le attività di ricerca sono protette e che gli Stati possono rifiutare la condivisione di informazioni se c’è sospetto di violazione dei diritti umani. L’ONU supporterà l’implementazione di questo trattato attraverso l’Ufficio contro la droga e il crimine (UNODC), promuovendo formazione e scambio di buone pratiche tra gli Stati membri.
Adesione alla Convenzione contro la Criminalità Informatica da parte di 65 Paesi
Sessantacinque nazioni hanno firmato oggi ad Hanoi la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica, un evento significativo che segna il primo trattato penale internazionale approvato in oltre due decenni. L’incontro, presieduto dal governo vietnamita con la presenza del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, rappresenta la creazione di un quadro giuridico globale per combattere i reati digitali, quali frodi online, ransomware e la diffusione non consensuale di contenuti intimi.
Durante il suo intervento, Guterres ha definito questo momento come “storico”, sottolineando come il multilateralismo possa ancora offrire soluzioni concrete a sfide complesse come i cyberattacchi, che ogni giorno rubano denaro e compromettono servizi essenziali. La Convenzione di Hanoi, approvata dall’Assemblea generale nel dicembre 2024 dopo cinque anni di negoziati, è composta da nove capitoli e 71 articoli. Essa obbliga i Paesi firmatari a criminalizzare comportamenti come l’accesso non autorizzato a sistemi informatici e la manipolazione di dati.
Tra i firmatari figurano Paesi come Vietnam, Brasile, Belgio e Australia, mentre nazioni come Italia, Stati Uniti, Cina e Russia non hanno ancora firmato, pur partecipando ai negoziati. La convenzione rimarrà aperta alla firma a New York fino al 31 dicembre 2026 e diventerà operativa 90 giorni dopo la quarantesima ratifica. Guterres ha esortato le nazioni a “trasformare le firme in azione” attraverso una ratifica rapida del trattato.
L’ONU si impegnerà a supportare l’implementazione della convenzione tramite l’Ufficio contro la droga e il crimine (UNODC), che fornirà formazione e assistenza tecnica. Guterres ha concluso ricordando l’importanza della sicurezza digitale come bene pubblico globale, sottolineando che nessun Paese può affrontare in modo isolato le sfide del cyberspazio.
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