Stivali cowboy in pelle di pirarucu: sostegno alla pesca sostenibile di Amazon.
La Sostenibilità della Pesca di Pirarucu in Amazzonia
La pesca sostenibile del pirarucu in Brasile, specificamente nella regione dell’Amazzonia, sta contribuendo alla rinascita delle popolazioni di questo gigantesco pesce d’acqua dolce. Grazie a sistemi di gestione comunitaria e vendite a marchi esteri, la pesca di pirarucu sta recuperando il terreno perduto. In particolare, la vendita della pelle di pirarucu all’industria della moda, in particolare per la realizzazione di stivali cowboy in Texas, è fondamentale per finanziare questa attività, garantendo prezzi equi ai pescatori e coprendo i costi elevati di trasporto, stoccaggio e monitoraggio comunitario.
La gestione di questa pesca richiede un intenso lavoro collettivo e una costante protezione contro la pesca illegale. Le comunità si spingono a percorrere lunghe distanze per pattugliare i laghi, affrontando anche minacce armate. Sfortunatamente, riceveranno poca riconoscenza o supporto da parte delle autorità locali.
Caratteristiche e Mercato del Pirarucu
Il pirarucu (Arapaima gigas) è uno dei pesci d’acqua dolce più grandi al mondo e abita il bacino amazzonico. Con una pelle dura e flessibile, questo pesce è in grado di resistere agli attacchi di predatori acquatici come i piranha. Questa caratteristica, abbinata al design a forma di diamante delle sue scaglie, ha suscitato l’interesse dell’industria globale della moda.
Il mercato principale per la pelle di pirarucu sostenibile si trova in Texas, Stati Uniti. Qui, gli stivali dal design country vengono prodotti sia negli USA che in Messico e venduti in entrambi i Paesi. Questo modello di business di nicchia aiuta le comunità tradizionali brasiliane a finanziare la pesca sostenibile.
Anche se la carne è il prodotto principale della pesca di pirarucu, la pelle, che pesa almeno 10 kg, viene venduta a un prezzo superiore, oscillando tra 170 e 200 reais (circa $32-$38). Ana Alice Britto, coordinatrice commerciale dell’Associazione dei Produttori Rurali di Carauari (ASPROC), ha affermato: “Vendere la pelle è cruciale per mantenere il prezzo di 10 reais al chilo [circa $1.90/kg] pagato ai pescatori.”
Fondata nel 1994, l’ASPROC rappresenta 800 famiglie di 61 comunità fluviali e, nell’ultimo anno, ha venduto 180 tonnellate di pirarucu. Questo pesce, che può raggiungere i 200 kg e i 3 metri di lunghezza, ha subito un intenso sfruttamento commerciale sin dagli anni ’60, quando molti si sono trasferiti in Amazzonia, sfruttando avanzamenti nella pesca.
La Lotta Contro la Pesca Illegale
Nel 1975, il pirarucu è stato dichiarato una specie a rischio di estinzione, e la sua cattura è stata vietata dal 1996 al 1999. Il programma di gestione sostenibile lanciato dal Mamirauá Institute for Sustainable Development ha combinato la conservazione e la partecipazione delle comunità fluviali. Grazie a questo programma, le popolazioni di pirarucu e di altre specie acquatiche hanno ricominciato a ripopolare le aree protette.
Cristina Buck, coordinatrice dell’uso sostenibile della fauna presso l’IBAMA, l’agenzia ambientale federale brasiliana, ha dichiarato: “La gestione della pesca aiuta a recuperare le popolazioni di pirarucu, una specie altamente sfruttata.” Oggi, si stimano più di 1.2 milioni di pirarucu nello stato di Amazonas, grazie agli oltre 15 milioni di ettari in aree gestite riconosciute dall’agenzia.
Il sistema di gestione permette la cattura di un massimo del 30% dei pesci adulti in un’area specifica, mentre il 70% deve rimanere intatto. Ciò garantisce una riproduzione sostenibile del pesce, che avviene tra dicembre e maggio. È fondamentale preservare i maschi adulti per la cura della prole; se catturati, i giovani vengono compromessi.
Quest’anno, l’IBAMA ha ufficializzato il programma per il pirarucu, con l’obiettivo di migliorare le pratiche gestionali e di estenderle ad altri stati. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, prevede un decreto che limiterà la pesca del pirarucu nelle aree solo a quelle gestite.
Sfide e Prospettive Future
Mentre la pesca sostenibile sta guadagnando attenzione, le sfide rimangono. La pesca illegale non solo minaccia la sopravvivenza del pirarucu, ma influisce anche sui prezzi. Secondo Fernanda Alvarenga, co-fondatrice del Pirarucu Collective, questa regione dell’Amazonas rappresenta circa il 70% della produzione gestita di pirarucu.
Le mancanze istituzionali sono evidenti, poiché i politici locali non mostrano interesse verso la gestione sostenibile della pesca. Quattro o sette giorni sono richiesti per il trasporto delle catture, e le comunità devono assumere imbarcazioni refrigerate a costosi costi settimanali.
Inoltre, le strutture logistiche e la mancanza di risorse per l’elaborazione immediata del pesce rappresentano sfide significative per i pescatori. La pelle di pirarucu viene principalmente acquistata da impianti di stoccaggio a freddo, costringendo le comunità a vendere a prezzi inferiori, riducendo i margini di profitto.
In generale, il mercato del pirarucu sostenibile ha un potenziale inespresso. È fondamentale un’azione coordinata tra autorità e comunità locali per garantire la valorizzazione di questa risorsa naturale, che merita attenzione e riconoscimento.
Per ulteriori informazioni, si possono consultare fonti ufficiali come l’IBAMA e il Mamirauá Institute for Sustainable Development.
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