Lennon e Yoko rivoluzionano la TV: si chiude la storica settimana al “The Mike Douglas Show”

Lennon e Yoko rivoluzionano la TV: si chiude la storica settimana al “The Mike Douglas Show”

Lennon e Yoko rivoluzionano la TV: si chiude la storica settimana al “The Mike Douglas Show”

Il 18 febbraio 1972 si chiudeva una delle parentesi più insolite e politicamente cariche della storia della televisione americana. Per un’intera settimana, John Lennon e Yoko Ono avevano occupato lo studio del “The Mike Douglas Show” a Philadelphia, non come semplici ospiti, ma come co-conduttori. Cinque puntate che portarono il messaggio pacifista, l’arte d’avanguardia e le tematiche sociali più scottanti direttamente nei salotti delle famiglie medie americane, trasformando un tranquillo talk-show pomeridiano in una piattaforma di controcultura globale.

La “guerriglia” mediatica entra nei salotti americani

La scelta di Mike Douglas di affidare il timone del programma alla coppia più discussa del mondo fu un atto di estremo coraggio editoriale. Lennon e Yoko non si limitarono a cantare, ma scelsero personalmente gli ospiti, portando in studio figure controverse come l’attivista dei diritti civili Bobby Seale (cofondatore delle Black Panthers) e l’avvocato radicale Jerry Rubin. Fu un esperimento di “comunicazione totale”: John voleva dimostrare che il rock e l’attivismo potevano dialogare con la casalinga della Pennsylvania e l’operaio del Midwest.

Tra una performance di “Imagine” e un dibattito sulla macrobiotica, la coppia affrontò temi allora tabù: l’ecologia, la liberazione della donna e, soprattutto, l’opposizione alla guerra in Vietnam. Fu proprio durante questa settimana che l’amministrazione Nixon, allarmata dall’influenza che Lennon stava esercitando sui giovani elettori, intensificò le pratiche per il suo ordine di espulsione dagli Stati Uniti. Il “Mike Douglas Show” divenne così, involontariamente, il palcoscenico di una battaglia per la libertà d’espressione che avrebbe segnato gli anni a venire.


Momenti leggendari: l’incontro tra Lennon e Chuck Berry

Oltre alla politica, la settimana fu costellata di momenti musicali irripetibili. Il culmine fu raggiunto il 16 febbraio, quando John Lennon ebbe l’opportunità di suonare accanto al suo idolo di sempre: Chuck Berry. L’esecuzione di “Memphis, Tennessee” e “Johnny B. Goode” resta una delle vette del rock televisivo, nonostante l’incursione vocale sperimentale di Yoko Ono che, secondo le cronache dell’epoca, lasciò Chuck Berry visibilmente perplesso ma divertito.

Lennon apparve rilassato, ironico e profondamente umano, lontano dall’immagine del divo dei Beatles ormai in rotta con il passato. La sua capacità di passare dal gioco (come quando si cimentò in cucina o in numeri di magia) alla denuncia sociale dimostrò una versatilità mediatica che pochi artisti dell’epoca possedevano. Yoko, dal canto suo, utilizzò lo spazio per promuovere l’arte concettuale e il femminismo, sfidando i pregiudizi di un pubblico ancora molto conservatore.


L’eredità di una settimana che cambiò il talk-show

Quando le luci dello studio si spensero il 18 febbraio, era chiaro che il confine tra intrattenimento e impegno civile era stato definitivamente abbattuto. Quella settimana a Philadelphia rimane un esempio unico di come la cultura pop possa veicolare messaggi profondi senza perdere la propria capacità di attrazione. Mike Douglas, anni dopo, ricordò quell’esperienza come la più stimolante della sua carriera, capace di far registrare ascolti record ma anche di generare accesi dibattiti in tutto il Paese.

Oggi, i filmati di quelle puntate sono considerati documenti storici di inestimabile valore, testimonianza di un’epoca in cui si credeva fermamente che la televisione potesse essere uno strumento per cambiare il mondo. Per John e Yoko, fu il punto più alto del loro progetto di pace, una “settimana meravigliao” in cui l’utopia sembrò, per un istante, a portata di telecomando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *