41 bis: Equilibrio delicato tra istituzioni e diritti umani in discussione
Il Trasferimento dei Detenuti 41 bis in Sardegna: La Posizione di Alessandra Todde
CAGLIARI (ITALPRESS) – La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha sollevato questioni fondamentali riguardo al recente trasferimento di 92 detenuti sottoposti al regime 41 bis. Il tema, ha puntualizzato, va ben oltre l’ambito penitenziario e non intende in alcun modo mettere in discussione la lotta alla mafia e il contrasto alla criminalità organizzata. “Il nostro focus è sull’equilibrio delle funzioni dello Stato, sul principio di insularità e sulla necessità di un dialogo costruttivo tra le istituzioni”, ha dichiarato Todde durante il Consiglio regionale. Attualmente, in Italia, ci sono circa 720 detenuti in regime 41 bis, di cui 90 già presenti nelle strutture penitenziarie sarde. Il piano governativo prevede un incremento fino a 240, ma questo numero è considerato insostenibile secondo le autorità regionali poiché le risorse finanziarie disponibili non consentirebbero di garantire le necessarie cure mediche a questi detenuti.
“Ogni decisione deve rispettare l’autonomia della Sardegna e deve basarsi su un piano di cooperazione leale tra le istituzioni”, ha aggiunto Todde. Ha evidenziato l’assenza di un confronto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nonostante le sollecitazioni ricevute. “La Sardegna non può essere vista come una semplice soluzione logistica per affrontare un problema complesso a livello nazionale. I nostri territori sono già fragili, e il trasferimento di detenuti avrà ripercussioni anche sui carcerati sardi, che potrebbero essere trasferiti al di fuori della Regione”, ha avvertito la presidente.
In vista della manifestazione prevista per il 28 febbraio, il sostegno popolare è palpabile. Più di 140 organizzazioni ufficiali, insieme a oltre 100 sindaci che parteciperanno con la fascia tricolore, hanno già confermato la loro presenza. “Vogliamo che questa mobilitazione non sia vista come un’opposizione allo Stato, ma come un’opportunità per proporre un piano serio e sostenibile per la Sardegna”, ha ribadito Todde. Durante la seduta, ha sottolineato l’importanza che il Consiglio regionale possa sviluppare una posizione di difesa della Regione di fronte a questa questione delicata.
