Caporalato tra i rider: Deliveroo sotto scrutinio giudiziario per pratiche illecite.
MILANO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Milano hanno eseguito un “decreto di controllo giudiziario in via d’urgenza” emesso dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia. L’azione si è concentrata su una società che gestisce una piattaforma di consegna di cibo a domicilio, la quale si trova al centro di un’inchiesta per sfruttamento lavorativo. Infatti, il legale rappresentante dell’azienda è indagato per caporalato, avendo impiegato i riders in condizioni di sfruttamento, approfittando della loro situazione economica. Secondo le indagini, i lavoratori, sia a Milano che a livello nazionale, sarebbero stati remunerati con salari addirittura inferiori del 90% rispetto alla soglia di povertà, violando i diritti fondamentali previsti dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL).
I Risultati delle Indagini sui Riders
Il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Milano ha rivelato che, sebbene i riders operassero con partita IVA in regime forfettario, di fatto erano considerati lavoratori dipendenti dall’azienda. La piattaforma gestisce non solo la ricezione degli ordini, ma anche il monitoraggio delle attività di consegna, determinando modalità e tempi di lavoro, e disciplinando i comportamenti degli stessi riders. In questo contesto, si sono riscontrati elementi di etero-organizzazione, tipici di una relazione lavorativa subordinata. Malgrado questa individuazione giuridica, i riders continuavano a ricevere compensi sotto i parametri minimi richiesti dalla legge.
Analizzando i dati retributivi, emerge che il 73% dei ciclofattorini risulta sotto la soglia di povertà, con un scostamento medio di oltre 7.200 euro annui lordi. Inoltre, ben l’86,5% del campione analizzato risulta sotto pagato rispetto ai CCNL. Questo scenario è emblematico di un sistema che, nonostante il tentativo di mascherare le reali condizioni lavorative, opera in modo sistematico al di fuori della legalità.
