Eni prevede utili in crescita nel 2025, Descalzi: “Strategia solida premia risultati”

Eni prevede utili in crescita nel 2025, Descalzi: “Strategia solida premia risultati”

Eni prevede utili in crescita nel 2025, Descalzi: “Strategia solida premia risultati”

Eni ha presentato i risultati consolidati del quarto trimestre e dell’esercizio 2025, evidenziando una solida performance finanziaria e operativa. L’utile netto adjusted del Q4 è salito a 1,20 miliardi di euro, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente, mentre il flusso di cassa operativo ha raggiunto 3 miliardi, in crescita del 4%. La produzione annuale ha superato le aspettative, raggiungendo 1,73 milioni di barili equivalenti al giorno, con una crescita del 7% nel triennio e un tasso di rimpiazzo delle riserve al 167%, il più alto del settore. Tra gli highlights, l’avvio di sei progetti principali in diverse aree e significativi progressi nelle iniziative di transizione energetica.

Eni chiude il 2025 con risultati operativi e finanziari solidi e crescita strategica

Il Consiglio di Amministrazione di Eni, presieduto da Giuseppe Zafarana, ha approvato i risultati consolidati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025, che evidenziano un’ottima performance nonostante la volatilità dei prezzi upstream e delle valute. L’utile netto adjusted del quarto trimestre è cresciuto del 35% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 1,20 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa operativo ha superato i 3 miliardi, segnando un aumento del 4%. La gestione efficiente del portafoglio ha permesso di ridurre il rapporto di indebitamento al 14%, uno dei livelli più bassi nella storia del gruppo. Sono stati inoltre avviati sei progetti chiave in Angola, Indonesia, Norvegia e Congo, consolidando la crescita produttiva su base annua.

La produzione annuale ha raggiunto 1,73 milioni di barili equivalenti al giorno, superando le aspettative e registrando un incremento superiore al 7% nel periodo compreso tra 2022 e 2025. Il tasso di rimpiazzo organico delle riserve si è attestato al 167%, posizionandosi ai vertici del settore. Le attività esplorative hanno ampliato la base di risorse con 0,9 miliardi di barili equivalenti di nuove scoperte. Particolarmente rilevante è l’accordo con Petronas per la creazione di una joint venture in Indonesia e Malesia, con l’avvio previsto a metà 2026, e i progressi significativi verso la decisione finale di investimento del progetto Argentina LNG, in collaborazione con YPF e XRG.

Nel settore della transizione energetica, Plenitude ha rafforzato la sua presenza grazie all’acquisizione di Acea Energia e all’integrazione delle rinnovabili di Neoen in Francia. Inoltre, è in corso un portafoglio di progetti per triplicare la capacità nei biocarburanti entro il 2030. Il fondo Ares ha acquisito una quota del 20% in Plenitude per 2 miliardi di euro, mentre è stata costituita una joint venture con GIP per sviluppare le attività di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS).

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha sottolineato come nel 2025 siano stati raggiunti risultati industriali e finanziari solidi, grazie all’efficace esecuzione di una strategia costruita in anni di lavoro. La combinazione di crescita produttiva, riduzione degli investimenti, miglioramento della posizione finanziaria e incremento della remunerazione agli azionisti dimostra la capacità del gruppo di affrontare un contesto complesso mantenendo un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Il flusso di cassa operativo ha superato le attese, raggiungendo 12,5 miliardi di euro, e il programma di buy-back è stato ampliato del 20%, confermando l’impegno verso la creazione di valore per gli azionisti.

Eni registra un 2025 di forte crescita operativa e risultati finanziari solidi

Il Consiglio di Amministrazione di Eni, presieduto da Giuseppe Zafarana, ha approvato i risultati consolidati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025, non sottoposti a revisione contabile. La strategia aziendale, mirata all’efficienza e alla crescita sostenibile, si riflette nei risultati positivi ottenuti. Nel quarto trimestre l’utile netto adjusted ha raggiunto 1,20 miliardi di euro, segnando un aumento del 35% rispetto all’anno precedente, mentre il flusso di cassa operativo si è attestato a 3 miliardi di euro, in crescita del 4%. Questi risultati hanno contribuito a ridurre il rapporto d’indebitamento al 14%, valore estremamente contenuto e storico per la società. Il rafforzamento operativo è stato accompagnato dall’avvio di sei progetti chiave in diversi Paesi come Angola, Indonesia, Norvegia e Congo.

La produzione annua ha superato le aspettative, raggiungendo una media di 1,73 milioni di barili equivalenti al giorno, con un incremento complessivo superiore al 7% nel periodo 2022-2025 e un picco di 1,84 milioni boe/giorno nel quarto trimestre. Il tasso di rimpiazzo organico delle riserve si è attestato al 167%, posizionando Eni ai vertici del settore. Le attività esplorative hanno inoltre ampliato la base delle risorse con quasi un miliardo di barili di nuove scoperte. La collaborazione strategica con Petronas prosegue con il lancio della joint venture destinata al mercato del GNL in Indonesia e Malesia, con avvio previsto entro metà 2026, mentre sono stati fatti progressi significativi verso la decisione finale d’investimento del progetto Argentina LNG in collaborazione con YPF e XRG.

Sul fronte della transizione energetica, Plenitude ha registrato una crescita rilevante grazie all’acquisizione di Acea Energia e alla partnership con Neoen per l’espansione delle rinnovabili in Francia. La società sta inoltre sviluppando un portafoglio solido di progetti nei biocarburanti con l’obiettivo di triplicare la capacità produttiva entro il 2030. L’ingresso del fondo Ares con una partecipazione del 20% in Plenitude ha generato un incasso di 2 miliardi di euro, mentre la joint venture con GIP per le attività di CCS rappresenta un ulteriore passo verso la decarbonizzazione.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha evidenziato come nel 2025 siano stati conseguiti importanti risultati industriali ed economico-finanziari, realizzando progetti chiave rispettando tempi e costi, e ottenendo una crescita sia nella produzione che nella gestione finanziaria. Il business della transizione energetica ha consolidato la diversificazione e generato valore, con una valutazione complessiva da parte degli investitori di private equity che supera i 23 miliardi di euro in termini di enterprise value. L’andamento finanziario ha visto un flusso di cassa operativo di 12,5 miliardi di euro, superando le previsioni riviste in un contesto globale sfidante, mentre la politica di remunerazione agli azionisti ha previsto un aumento del 20% nel programma di buy-back, confermando la capacità di Eni di unire crescita produttiva, riduzione del debito e rafforzamento della remunerazione.

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