Traghetti europei: emissioni di CO2 superiori a 6,6 milioni di auto. I porti più inquinanti.

Traghetti europei: emissioni di CO2 superiori a 6,6 milioni di auto. I porti più inquinanti.

Traghetti europei: emissioni di CO2 superiori a 6,6 milioni di auto. I porti più inquinanti.

Pubblicato il 04/03/2026 – 7:00 CET • Ultimo aggiornamento 8:40

Traghetti e inquinamento: un problema europeo

I traghetti, essenziali per collegare le isole europee alla terraferma, si rivelano spesso un’alternativa più sostenibile rispetto ai voli aerei. Purtroppo, molte di queste imbarcazioni sono obsolete e inquinanti, causando gravi problemi di salute ai residenti delle città portuali. Secondo uno studio dell’ONG Transport & Environment (T&E), nel 2023, 1.043 traghetti operanti in Europa hanno emesso 13,4 milioni di tonnellate di CO2, un dato allarmante che corrisponde alle emissioni annuali di 6,6 milioni di automobili.

Nelle città come Barcellona, Dublino e Napoli, i traghetti producono un livello di inquinamento da ossidi di zolfo (SOx) superiore a quello di tutte le auto presenti. Questi inquinanti, noti per i loro effetti nocivi sulla salute, possono aggravare problemi respiratori e contribuire all’insorgere delle piogge acide. Nella sua dichiarazione ufficiale, Felix Klann di T&E ha affermato: “I traghetti dovrebbero collegare le comunità, non inquinarle”.

Dublino e Barcellona: i porti più inquinanti d’Europa

Dublino, la capitale irlandese, è attualmente la città portuale più inquinata d’Europa in termini di esposizione agli SOx legati al traffico dei traghetti. A seguire, Las Palmas a Gran Canaria e Holyhead in Galles. Fortunatamente, dal 2024, entreranno in vigore nuove aree di controllo delle emissioni nell’Oceano Atlantico, il che dovrebbe ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico causato dai combustibili marini.

Nonostante le restrizioni già applicate nel Mar Mediterraneo, Barcellona è il porto dei traghetti con le maggiori emissioni di CO2 in Europa. Qui, i traghetti producono 1,8 volte più SOx rispetto a tutte le auto in circolazione. Dal 1º maggio 2025, l’intero Mar Mediterraneo sarà designato come un’area a controllo delle emissioni di zolfo, imponendo alle navi di ridurre il contenuto di zolfo nei carburanti dallo 0,5% allo 0,10%. Queste misure stanno cercando di migliorare la qualità dell’aria nelle aree costiere e ridurre significativamente l’inquinamento.

L’elettrificazione come soluzione sostenibile

Secondo il rapporto di T&E, l’età media dei traghetti in Europa è di 26 anni, confermando urgentemente la necessità di un “rinnovamento pulito”. L’elettrificazione e l’ibridazione delle flotte possono portare a una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 42%, migliorando notevolmente la qualità dell’aria nelle città portuali e abbassando i costi operativi.

Entro il 2035, si stima che almeno il 60% della flotta di traghetti europea potrebbe operare con batterie elettriche. Alcune rotte sono già più economiche e sostenibili quando gestite elettricamente. Per esempio, un progetto sperimentale a Stoccolma ha dimostrato che un traghetto elettrico riesce a ridurre le emissioni fino al 94% e a dimezzare i tempi di percorrenza.

Un ulteriore ostacolo all’adozione dei traghetti elettrici è rappresentato dalla rete di ricarica. T&E sottolinea che la sfida non è così insormontabile come potrebbe apparire. Infatti, il 57% dei porti avrebbe bisogno di installare solo piccoli caricatori sotto i 5 MW per supportare i traghetti elettrici.

Il futuro sostenibile dei traghetti europei

Felix Klann ha commentato: “L’elettrificazione dei traghetti europei potrebbe portare a una riduzione drammatica delle emissioni e a un’aria più pulita per milioni di persone.” La trasformazione della flotta di traghetti non è solo una questione di salute pubblica, ma anche di sostenibilità economica. Con un’età media di 26 anni, i traghetti in Europa necessitano urgentemente di un rinnovo, il che rappresenta una grande opportunità di innovazione e crescita economica.

Secondo il Ministro dei Trasporti svedese, “la transizione verso traghetti elettrici non è solo un’opzione, ma una necessità per il futuro del nostro ambiente e della nostra salute.” Questa trasformazione potrebbe ben rappresentare il prossimo passo cruciale verso l’obiettivo di una mobilità sostenibile in Europa.

Fonti ufficiali e rapporti di ONG come Transport & Environment sono essenziali per comprendere la portata del problema e le potenzialità per un futuro più sostenibile nella nautica europea. La transizione verso un sistema di trasporto marittimo più pulito è possibile; ora è tempo di agire.

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *